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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca / Centro Storico / Via Rialto

Tentato femminicidio di via Rialto, Giorgia dice sì alla proposta dei servizi sociali

La ragazza ritornerà con i figli nella struttura in cui si trovava prima della brutale aggressione. La Procura pronta a chiudere le indagini nei confronti dell'ex compagno

Il Tribunale per i Minori oggi ha sentito la madre e la sorella maggiore di Giorgia, la ragazza di 25 anni sopravvissuta al tentato femminicidio di via Rialto, riguardo alla potestà genitoriale che le era stata revocata subito dopo la brutale aggressione subita. Il giudice deve decidere se confermare o meno la decisione, e prima di concludere l'istruttoria sentirà anche la ragazza. Ma questo non è l'unico punto sul quale Giorgia e il suo avvocato Donata Malmusi si erano opposte nelle scorse settimane.

Il Tribunale per i Minori sentirà anche la ragazza

L'altro aspetto riguardava la collocazione della ragazza e dei suoi figli di 6, 8 e un anno e mezzo In un primo momento i servizi sociali avevano proposto una comunità ad alta intensità, ipotesi subito respinta dalla ragazza. Una soluzione è stata trovata oggi: dopo aver vissuto in queste settimane con la madre, Giorgia ritornerà nella comunità a bassa intensità (precedente alla permanenza nel B&B di via Rialto) che di sera garantisce maggiore autonomia. Resta la questione della potestà genitoriale, che le era stata tolta appena uscita dall'ospedale. Oggi si sono svolte le audizioni che hanno coinvolto la madre e la sorella maggiore. La prossima a essere sentita sarà la stessa ragazza. “Il Tribunale dovrà ora portare a termine l’istruttoria. Il mio auspicio è che si ravveda e che possa darle fiducia”, spiega Malmusi. Intanto sul fronte dell'inchiesta, la Procura si accinge a chiudere le indagini per tentato omicidio aggravato e a chiedere il rinvio a giudizio dell'uomo. 

Sopravvissuta dopo un intervento di due ore e mezza

La vigilia di Natale attorno alle otto del mattino l'ex compagno si presentò nel monolocale di via Rialto e con un inganno riuscì a farsi aprire la porta dell'abitazione dove si trovava la ragazza con i suoi figli. Scoppiò subito una lite fino a quando la situazione degenerò, l'uomo prese le forbici e cominciò a colpirla per poi chiamare subito dopo il padre della ragazza. "L'ho ammazzata, vieni subito da tua figlia". La sua corsa si interruppe in via De' Carbonesi, incastrato con l'auto tra i cartelli e le transenne del cantiere, mentre la ragazza iniziò la sua battaglia tra la vita e la morte. Arrivata all'ospedale Maggiore in condizioni disperate, fu salvata dai medici dopo un delicatissimo intervento durato due ore e mezza. 

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