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Giovane mamma accoltellata dall'ex, medici positivi: "La sue condizioni migliorano, siamo ottimisti" | VIDEO

Nuovo bollettino medico sulle condizioni di salute della 25enne brutalmente aggredita dall'ex. I sanitari fanno il punto e ripercorrono i concitati momenti del primo soccorso

Un plauso al team di giovani professionisti che lo scorso weekend ha salvato la vita alla giovane mamma accoltellata in via Rialto dall'ex compagno. I ringraziamenti arrivano dal direttore generale dell'Ausl Paolo Bordon. Oggi proprio uno dei medici che   assistite la 25enne ha rilasciato un  nuovo bollettino medico, che lascia ben sperare. "Nonostante non sia stata ancora sciolta la prognosi riservata, la donna - ha fatto sapere il medico rianimatore Lorenzo Gamberini - ha recuperato quasi completamente lo stato di coscienza, quindi si può dire che la fase più pericolosa sia passata". "Certo - ha aggiunto - resterà da capire l'evolversi della situazione nei prossimi giorni, ma siamo positivi". 

I sanitari oltre a fare il punto sulla degenza hanno anche ripercorso i concitati momenti del primo soccorso alla paziente, giunta in ospedale in condizioni critiche: si è trattato di un salvataggio condotto in una manciata di minuti, dall'arrivo dell'autoambulanza alla sala operatoria.  

 

La brutale aggressione nel giorno della vigilia di Natale

È piombato in casa con l'inganno, facendosi aprire la porta dai vicini, poi una volta dentro ha aggredito l'ex davanti ai figli per poi video chiamare il padre di lei: "Ho ucciso tua figlia, vieni". E' così che si è consumato il tentato femminicidio della vigilia di Natale in via Rialto, dove l'ex della 25enne  - un 31enne marocchino - ha ferito alla gola con le forbici la madre dei suoi figli, per poi tentare la fuga e scappare a bordo di un'auto rubata.

La donna ha riportato una lesione gravissima alla carotide comune che, come avevano spiegato i medici, di solito non lascia scampo. "Siamo intervenuti con la massima urgenza, come fossimo in una situazione da guerra, e alla fine ce l'ha fatta. Ce l'abbiamo fatta". 

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, era stato condannato a un anno per lesioni gravi nei confronti di un’altra donna e già denunciato dall'ex compagna per maltrattamenti.

"Non l'ho mai visto così", ha commentato il legale, Matteo Sanzani, che nei giorni scorsi ha chiesto una perizia psichiatrica. I bambini, tutti minori, sotto choc, sono stati affidati ai parenti. Oggi si attende la convalida del fermo.

L'aggressore, accusato di tentato omicidio aggravato e di rapina, agli inquirenti ha raccontato poco: quando ha aggredito l'ex era sotto effetto di alcol e sostanze stupefacenti. Pare avesse trascorso la serata in discoteca per poi dirigersi a casa dell'ex, seguita con i tre bimbi dai servizi sociali.

"Efferato caso di violenza di genere e di violenza assistita "

"Il tentato femminicidio di via Rialto, avvenuto la vigilia di Natale, scuote la nostra città nella crudezza di un efferato caso di violenza di genere e di violenza assistita che hanno subito una donna e i suoi piccoli figli da parte di un compagno e un padre".

"Mentre sono al lavoro gli inquirenti ci tengo ad esprimere la solidarietà mia e dell’Amministrazione Comunale tutta a loro e alla loro famiglia, così come un ringraziamento profondo ai servizi sociali che seguono il caso delicato e complesso, al personale sanitario intervenuto sul posto e al personale medico dell’Ospedale Maggiore, dove la donna è attualmente in rianimazione dopo un intervento incredibile, eseguito in uno scenario descritto dal personale medico come di 'una situazione di guerra'. Un ringraziamento anche a chi ha raccolto il disperato grido d’aiuto del bambino corso in strada a cercare soccorso, permettendo così un celere intervento salvavita delle operatrici e degli operatori sanitari".

"Nessuno spazio invece per le strumentalizzazioni razziste di un episodio così cruento da parte di chi, con scritte sui muri, invoca i rastrellamenti in una città Medaglia d'Oro al V.M. per la Resistenza. Rispettiamo il dolore e stringiamoci intorno alle vittime e alla loro famiglia", conclude.

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