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Terremoto, ad Amatrice soccorritori dall'Emilia Romagna: "Eravamo lì già alle 6 del mattino"

Un rapporto spropositato fra soccorritori e soccorsi, la rimozione manuale delle macerie: tutte le difficoltà raccontate dal presidente del Soccorso Alpino dell'Emilia Romagna

Uomini al lavoro per giorni, instancabilmente. Quando scatta un'emergenza come quella del terremoto che ha raso al suolo interi paesi nel centro Italia, interviene anche il Soccorso Alpino. Lo fa rapidamente, con uomini preparati e formati, in sinergia con Forze dell'Ordine e altri corpi. Dall'Emilia Romagna una squadra è arrivata ad Amatrice all'alba del 24 agosto. 

E' Danilo Righi, presidente del Saer Emilia-Romagna (l'acronimo sta appunto per Soccorso Alpino Emilia Romagna) a raccontare questa settimana difficile e l'intervento della squadra regionale già nelle prime ore dopo la scossa delle 3.36 del 24 agosto 2016: "Appena è giunto l'allarme e la richiesta di una squadra ad Amatrice, abbiamo individuato quella più vicina, che è Forlì e la partenza è stata immediata. I nostri sei uomini (questo il numero dei componenti di ogni squadra) erano sul posto già alle sei del mattino"

Forse pochi sanno che il Soccorso Alpino, che è un braccio della Protezione Civile, è completamente autonomo e non grava sullo Stato: in pratica le squadre, quando si spostano per emergenze come quella cha abbiamo vissuto in questi giorni, hanno con sè tende e viveri che consentono di accamparsi e nutrirsi senza aver bisogno di altro o di altri: l'autonomia è solitamente calcolata per 5 giorni. 

Cosa accade e come si procede in questa prima fase delicatissima dei soccorsi?

"Il problema dei terremoti sta nelle prime 12 ore, nelle quali per certi versi regna l'anarchia visto che le richieste di aiuto arrivano sia dalla gente che chiama per essere soccorsa, che dalle forze che a loro volta richiedono supporto. Il rapporto soccorritori/feriti in casi come questo nelle prime ore è spropositato. Visto che sono sepolti dalle macerie, le vittime non si vedono e questo naturalmente è una grossa difficoltà. Dopo le prime 12/18 si ribalta tutto: aumentano i soccorritori e diminuiscono le persone da soccorrere. 

Come vengono definite le priorità e messo a punto il piano di azione?

"Se si riconoscono edifici come scuole e ospedali naturalmente si parte da lì. Altrimenti ci si affida agli abitanti del luogo, che possono fornire indicazioni preziose comunicando dove vivono le famiglie e da quanti/quali componenti sono costituite: così si arriva a capire dove stanno i bambini, gli anziani...e agire di conseguenza.

Come avviene il lavoro di ricerca vittime rimozione delle macerie?

"La rimozione manuale delle macerie è un lavoro molto lungo, delicato e lento. Bisogna frantumare con una mazza le parti più grandi di detriti ed è necessario farlo con estrema cura per non rischiare di far male alle persone che possono esservi sepolte o provocare ulteriori crolli. 

I vostri uomini: quali competenze hanno? Quante ore possono lavorare?

Sul campo mandiamo professionalità preparate. Le competenze generiche comprendono una qualifica di base, poi c'è il personale sanitario e gli speleologi, queste ultime figure nel caso vengono richieste da Roma in modo specifico: si tratta dei dosostruttori speleologici. Ci sono poi i conduttori di cani, che per diventarlo hanno tutto un iter particolare e gli stessi cani devono possedere determinate caratteristiche quali una struttura ossea e muscolare resistente visto che lavorano per ore calpestando lamiere e macerie di ogni tipo. In Emilia-Romagna non abbiamo ancora dei cani, ma ne stiamo addestrando uno. Il cambio lo si da ogni 4 ore. 

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, dopo giorni di intensa attività nelle zone di Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, con più di 40 feriti estratti dalle macerie e 50 corpi recuperati, è stato impegnato nei piccoli paesini e nelle piccole frazioni del reatino. Si tratta di territori meno popolati, ma che hanno riportato danni rilevanti. I tecnici del CNSAS hanno raggiunto le località - in tutto 32 - più isolate con l'elicottero, partendo dall'elisuperficie di Amatrice. Fra le destinazioni Spelonga, Colle, Poggio d'Api, Illica, Saletta, San Lorenzo Flaviano, Rocchetta, Sommati, Musicchio, Configno.

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