Terremoto a Bologna domenica 20 maggio 2012

Continue per tutta la giornata le scosse sismiche. Danni, sfollati, treni nel caos, scuole chiuse e anche un morto per la paura. TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

Paura nel cuore della notte a Bologna dove la terra è tornata a tremare. Una scossa di terremoto, ad onda assai lunga (20 secondi di durata) e di magnitudo 6 della scala Richter (forte quasi quanto quella che il 6 aprile 2009 distrusse l'Aquila), è stata avvertita dalla popolazione intorno alle ore 4.03. Epicentro a 36 km dal capoluogo felsineo (tra Modena e Ferrara). E' stata la più forte. Esattamente un'ora dopo -  alle 5.03 - nuova profonda scossa (magnitdo 5, epicentro a 3 km da Finale Emilia). Da qui lungo sciame sismico, con vibrazioni di lieve entità, a poca distanza l'una dall'altra. Il tremolio sempre nell'aria della Pianura Padana è iniziato però già intorno all' 1.42 e 1.13  (con intensità 2.2 e 4.1).
Ultima scossa di forte entità registrata nel bolognese alle ore 15.18 circa (magnitudo 5). Epicentro a Mirabello (13 km da Ferrara).  A seguire un'altra sequenza di scosse minori per il resto della giornata.

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Mentre la Protezione civile si lancia in qualche considerazione che lascia ben sperare,la notte è stata passata in palestre e scuole per gli sfollati: altre 20 micro scosse.

PREVISIONI SISMOLOGI: Per i sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia il fenomeno potrebbe continuare anche per le "prossime tre settimane".

Dalla prime testimonianze abbiamo rilevato che il tremolio, che ha fatto traballare oggetti, mobili, infissi (VIDEO), è stato avvertito in tutto il Nord Italia: da Bolzano alle Marche. Qualcuno racconta di averne avuto percezione anche in Croazia. Molte le persone che per precauzione si sono riversate in strada. Piazza Maggiore era popolata già dall'alba (VIDEO).

DANNI E MORTI. Diversi danni sono stati registrati nella Provincia di Bologna a San Giovanni in Persiceto e Crevalcore. In tragedia è finita a San Pietro in Casale, dove una donna di 37 anni è morta.

SFOLLATI. Evacuati alcuni edifici nel bolognese: 55 sfollati nella nostra Provincia. In Regione stime assai elevate.

STAZIONE. Caos a causa di controlli lungo la linea ferroviaria treni in ritardo, fino a oltre 4 ore. Ma a partire dalle 14 è stata completamente riattivata la circolazione sulla linea ferroviaria Bologna- Verona, che sta riprendendo con gradualità dopo i forti ritardi accumulati. Lo hanno reso le Ferrovie dello Stato. La normalità sulla linea, è stato sottolineato, non potrà essere 'istantanea'.

OSPEDALI. Preso d'assalto centralino del 118, tanti i cittadini spaventati.

SCUOLE. Al momento la situazione, sotto monitoraggio nel Comune di Bologna, non pare destare particolari preoccupazioni e percio' gli istituti scolastici resteranno aperti. In 6 Comuni del bolognese, invece, ordinata la chiusura.

CONSIGLI UTILI. La Protezione civile allerta su cosa fare e con no

MESSEDopo una telefonata tra il cardinale arcivescovo Carlo Caffarra e il prefetto Angelo Tranfaglia, anche nella diocesi di Bologna è stata data disposizione di sospendere le messe nelle zone colpite dal terremoto. L'indicazione riguarda tre vicariati: Persiceto, Castelfranco, Cento e Galliera.

REAZIONI. Per personaggi noti e mondo della politica, spavento e al via lavori per prestare aiuto e monitoraggio citatdino. Sui social network si rincorrono commenti.

I PRECEDENTI IN EMILIA ROMAGNA.  Già nel '96, nel 2000 e nel 2008 il territorio emiliano, in particolare reggiano e parmense, era stato colpito da forti scosse di terremoto, con danni e paura nella popolazione. Il 15 ottobre 1996, quattro minuti prima di mezzogiorno, una scossa del settimo grado con epicentro a Novellara (Reggio Emilia) provoco' la morte di due anziani per infarto, gravi danni a edifici, chiese e infrastrutture pubbliche, e costrinse alcune centinaia di reggiani, e una novantina di modenesi, ad abbandonare abitazioni pericolanti. Ci furono danni per centinaia di miliardi di lire, e fu chiesto al governo lo stato di emergenza per le due province; 33 i comuni che subirono danni pesanti, e la situazione fu aggravata dalle forti piogge dei giorni seguenti. Nel 2000 la scossa, tra il sesto e il settimo grado, arrivò alle 9.42 di domenica 18 giugno, svegliando migliaia di persone in tutto il Reggiano ma facendosi sentire anche a grande distanza, fino a Genova e Milano, e in tutta la pianura padana. Dopo alcune ore di verifiche, il bilancio fu di danni seri, non devastanti, ma tanta paura. Poi, nel pomeriggio-sera del 23 dicembre 2008, ancora due scosse: la prima alle 16.25, di magnitudo 5.2 Richter, poi attorno alle 23 una seconda di 4.7 gradi, con epicentro - come nel primo caso - tra le province di Parma e Reggio Emilia. Anche in quella circostanza apprensione e paura nella popolazione, ma nessun ferito e danni abbastanza circoscritti. Alcune decine di persone furono costrette ad abbandonare le abitazioni.

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