Terremoto, richiesto stato emergenza: dal Trentino all'Umbria, aiuti in arrivo

Edifici pubblici e appartamenti inagibili, monumenti franati, aziende danneggiate, morti e feriti, tendopoli: così l'Emilia e non si escludono nuove forti scosse. Appello a Monti

Crollo Campanile chiese San Silvestro

Edifici pubblici e appartamenti privati dichiarati inagibili, monumenti franati, aziende gravemente danneggiate, 7 morti e circa 500 feriti, allestimento di tendopoli per l'accoglienza dei 4mila sfollati (la conta è in aumento): così l'Emilia all'indomani delle forti scosse di terremoto che l'hanno colpita. La Protezione civile, facendo ipotesi e analisi, parla di un fenomeno mai più visto dal 1540.

E l'Italia e le amministrazioni locali non sono rimaste a braccia conserte. Da ieri è partita una corsa contro il tempo per assicurare a chi ne ha necessità un ricovero, visto anche che sulla regione da ore ha anche iniziato a cadere una pioggia battente che non dovrebbe smettere prima di questa sera.

La priorità, hanno detto all'unisono fin da subito il capo della protezione civile Franco Gabrielli e il presidente dell'Emilia-Romagna Vasco Errani, "sono le persone". Bisogna assicurare tutti in considerazione del fatto che quella della scorsa notte potrebbe non essere la scossa più forte: "A grandi scosse, poi ne seguono altre - ha detto Gabrielli -. Non necessariamente questa è più grande che ci sarà. Bisogna essere cauti. Sui terremoti non si fanno previsioni e non si approccia il problema con superficialità e impropria rassicurazione".

Contestualmente vanno avanti le verifiche strutturali ed è già partita la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Sarà formalizzato nel Consiglio dei Ministri di domani, cui parteciperà Mario Monti rientrato in anticipo dagli Usa.

"E' del tutto evidente che questo terremoto, come gli altri che verranno, non può gravare sulle spalle dei territori che vivono vicende così drammatiche"- ha così lanciato un appello il presidente della Regione Emilia-Romagna, e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commentando il decreto di riforma della Protezione Civile in base al quale lo Stato non pagherà più i danni ai cittadini. "E' evidente - ha aggiunto al riguardo Errani - che in questi casi deve scattare la solidarietà di tutto il Paese".

AIUTI DALLE ALTRE REGIONI. Intanto sono diverse le strutture sanitarie inagibili: gli ospedali di Finale Emilia e Mirandola, una casa protetta a Finale e una comunità di recupero per tossicodipendenti a Ronchi di Crevalcore, comune della pianura bolognese. Per precauzione le scuole delle zone colpite domani saranno chiuse. In queste ore, la Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha attivato la colonna mobile regionale predisponendo tende, con 'moduli' per preparare i pasti e il servizio docce per 1.000 persone a Finale Emilia. Altri sei 'moduli' sono in arrivo grazie alla cooperazione con altre Regioni: oltre al Trentino (che porta la sua colonna mobile a San Felice sul Panaro), Marche, Toscana, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Umbria. Ciascuna Regione è attrezzata per ospitare 250-300 sfollati. L'Aquila stessa, per voce del suo sindaco Massimo Cialente, ha dato disponibilità a mandare mezzi, materiale e squadre tecniche, ricordando anche "la grande manifestazione di solidarietà" che l'Emilia-Romagna aveva dato fattivamente in occasione del terremoto del 6 aprile 2009.

Oltre ai punti di accoglienza attivati dalla Regione ce ne sono altri che fanno capo ai singoli comuni. Nel Modenese allestiti centri di prima accoglienza a Camposanto, Medolla, Finale, San Felice e Mirandola.Nella giornata odierna saranno allestiti altri 1500 moduli assistenziali.

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Intanto si pensa già pure alla ripresa: "Stiamo lavorando anche - ha spiegato Errani - per i problemi delle imprese danneggiate, dopo un censimento, e che non possono riprendere il lavoro. Due le misure, in base al decreto che prevede la sospensione dei pagamenti delle tasse e degli oneri previdenziali. L'altra attraverso la Regione per gli ammortizzatori in deroga e la cassa integrazione in deroga per gestire questa situazione".


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