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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Terremoto Bologna, intervista all'INGV: cause, previsioni e falsi miti

Romano Camassi, ricercatore dell'INGV di Bologna: "Perché un terremoto a profondità media possa essere percepito dalle persone in zona epicentrale normalmente è necessario che sia di magnitudo almeno superiore a 2.5"

Uno sciame sismico cominciato il 22 luglio con una scossa di magnitudo 3.1 con movimenti della terra che hanno interessato l'Emilia Romagna e la provincia di Bologna: questi episodi sono collegati al grande caldo? Possono avere a che fare con il via alle trivellazioni dopo lo stop imposto dopo il 2012? E' Romano Camassi, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sezione di Bologna, a rispondere ad alcune domande sui fenomeni sismici che hanno interessato la nostra zona negli ultimi giorni. 

Anche questa mattina alle 8.31 è stata registrata una socssa di magnitudo 2.1. 

Esiste, come molti sospettano, una correlazione fra il grande caldo di questi giorni e i fenomeni sismici che hanno interessato la nostra zona?

Non esiste alcuna correlazione fra terremoti e il tempo atmosferico. Questa convinzione, ovvero il fatto che esista un “tempo da terremoto”, è persistente nei secoli e penso che non si tratti di altro se non una reminiscenza della concezione aristotelica del terremoto, che lo attribuiva all’improvvisa fuoruscita di vapori caldi sotterranei. 

La zona del Bolognese in che situazione è?

I terremoti degli ultimi mesi hanno interessato alcuni settori dell'Appennino bolognese, del modenese e del pistoiese, zone che hanno una sismicità relativamente frequente nel tempo; anche il settore bolognese ha avuto diversi terremoti negli ultimi decenni, relativamente piccoli, anche se alcuni episodi hanno provocato leggeri danni. Ci sono zone più pericolose, come per esempio la Garfagnana e l'area del Mugello, l'Alto Appennino Forlivese e il Faentino, ma anche la costa Riminese. Le aree dell’Appennino bolognese interessate dai terremoti di questi mesi non hanno precedenti nel passato particolarmente gravi e come si evolveranno nessuno è in grado di dirlo. 

Le trivellazioni (che sono riprese dopo uno stop) possono essere in qualche modo collegate agli ultimi eventi sismici?

I settori dell'Appennino di cui stiamo parlando sono molto lontani dalle aree nelle quali è intensa l’attività di esplorazione ed estrazione di idrocarburi. Ormai è riconosciuto a livello mondiale che le attività di estrazione o di iniezione (e altre attività antropiche) possano provocare o innescare piccoli terremoti, un tema di ricerca sul quale stanno lavorando in tanti in Italia. Ma le energie in gioco sono molto diverse da quelle ‘naturali’ che provocano terremoti distruttivi. I terremoti indotti, peraltro, interessano aree strettamente prossime a quelle dove si sta trivellando e quel tipo di sismicità è ben distinguibile da quello naturale. Escludiamo anche in questo caso una correlazione dunque.

Percezione di un terremoto: a che livello deve essere perché l'uomo riesca a sentire la scossa?

Intanto ricordiamo che fra un valore intero e l'altro di magnitudo l'incremento di energia è di circa 30 volte (un magnitudo 4 in termini di energia è quindi 900 volte un magnitudo 2). Perché un terremoto a profondità media possa essere percepito dalle persone in zona epicentrale normalmente è necessario che sia di magnitudo almeno superiore a 2.5: poi qualcuno può essere ipersensibile e avvertire anche terremoti più piccoli, ovviamente. I danni solitamente di verificano sopra magnitudo 4.5.  Un’affermazione classica della comunicazione giornalistica del tipo: “c’è stato un terremoto di magnitudo 2.7, non si sono verificati danni a persone o cose” è un’assurdità. Per avere danni occorre un terremoto mille volte più forte!

E a proposito di percezione: è vero che gli animali sentono i terremoti prima di noi?

Questo può essere vero e facilmente spiegabile: gli animali, molti animali (soprattutto quelli selvatici), hanno una sensibilità superiore a quella dell’uomo. A volte quindi sentono terremoti piccoli, non avvertiti dall’uomo. Qualche volta, nel caso di terremoti forti, potrebbero avvertire e spaventarsi per l’arrivo delle onde “P”, non avvertite dall’uomo, che poi avverte le onde “S”, più sensibili, qualche secondo dopo. Questo ha generato il mito secondo cui gli animali avvertono “prima” il terremoto…

COS'E' L'INGV. Costituito nel 1999, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) raccoglie e valorizza le competenze e le risorse di cinque istituti già operanti nell'ambito delle discipline geofisiche e vulcanologiche: l'Istituto Nazionale di Geofisica; l'Osservatorio Vesuviano; l'Istituto Internazionale di Vulcanologia; l'Istituto di Geochimica dei Fluidi; l'Istituto per la Ricerca sul Rischio Sismico.

L'INGV è nato con l'obiettivo di raccogliere in un unico polo le principali realtà scientifiche nazionali nei settori della geofisica e della vulcanologia. Coopera con numerose università e altre istituzioni di ricerca nazionali e internazionali; è attualmente la più grande istituzione europea nel campo della geofisica e vulcanologia e una delle più grandi nel mondo. Le sedi principali si trovano a Roma, Milano, Bologna, Pisa, Napoli, Catania e Palermo.

La missione principale dell'INGV è il monitoraggio dei fenomeni geofisici nelle due componenti fluida e solida del nostro pianeta. All'INGV è affidata la sorveglianza della sismicità dell'intero territorio nazionale e dell'attività dei vulcani italiani attraverso reti di strumentazione tecnologicamente avanzate, distribuite sul territorio nazionale o concentrate intorno ai vulcani attivi. I segnali acquisiti da tali reti vengono trasmessi in tempo reale alle sale operative di Roma, Napoli e Catania, dove personale specializzato, presente 24 ore su 24, li elabora per ottenere i parametri dell'evento in atto. L'INGV opera in stretto contatto con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e ha legami privilegiati con il Dipartimento della Protezione Civile e con le altre autorità preposte alla gestione delle emergenze, sia a scala nazionale che a scala locale. Coopera inoltre con i Ministeri dell'Ambiente, della Pubblica Istruzione, della Difesa e degli Affari Esteri nel quadro di progetti strategici nazionali e internazionali. L'INGV è particolarmente attento alla diffusione della cultura scientifica attraverso pubblicazioni per le scuole, mostre dedicate alla geofisica, ai rischi naturali e ambientali e pagine dedicate su Internet.

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