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Terremoto, Errani commissario: "Sarà scelto perchè protagonista di un'idea di ricostruzione diversa dall'Aquila"

Così il Governatore Bonaccini, rispondendo agli attacchi, che continuano a piovere da più parti sull'eventuale nomina. M5S: 'In Emilia c'è chi è stato lasciato solo e ci sono oltre 8.300 persone ancora fuori dalla loro casa'. Fi: "Scelta basata sui litigi interni al Pd"

"Una sciocchezza pensare che Vasco Errani verrebbe nominato (commissario per la ricostruzione del sisma in centro Italia, ndr) per le questioni interne al Pd, non è Gotor, Speranza o Cuperlo. Sarà scelto, se confermato, perchè protagonista di un'idea di ricostruzione diversa dall'Aquila". Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna, a ''In Onda'' su La7. "In Emilia Romagna- ha aggiunto Bonaccini- non c'è stata nessuna new town. Ci sono stati due terremoti con 42mila evacuati e di questi 20mila sono già tornati nelle proprie case ricostruite o ristrutturate. Le persone devono tornare a vivere dove stavano prima: questa è la filosofia". Ed Errani, conclude Bonaccini, "dovrà essere giudicato dai fatti. Il Friuli, considerato un esempio, ci ha messo qualcosa più di 10 anni per completare la ricostruzione; in Emilia Romagna, che pure ha subito il primo terremoto industriale ed economico come è stato definito, non c'è' mai stata nessuna baracca, ma moduli organizzativi provvisori. E ora ci sono soli 81 nuclei familiari in quei moduli, che presto chiuderò".

I NO ERRANI. Non si arrestano invece le critiche nel Movimento 5 stelle contro la nomina dell'ex governatore Errani a commissario per la ricostruzione nel centro Italia. I grillini attaccano così da Finale Emilia, nel cuore del cratere 2012, il lavoro dell'allora commissario Errani, poi portato avanti dal successore Stefano Bonaccini: Errani non lo sa, dice l'M5s, "che in Emilia c'è chi è stato lasciato solo, e sono in tantissimi, sono i terremotati in classe A, chi 5 chi 10 chi 20 mila euro di tasca propria per i danni, e chi ha ancora crepe da stanza a stanza perchè quei soldi non li ha". Oppure, Errani non lo sa, punge con sarcasmo l'M5s, "che grazie alla chiarezza e semplicità delle sue ordinanze ogni Comune fa come gli pare, caso per caso, interpretate a piacere dai suoi cari subcommissari, che questo scoraggia tanti terremotati tanto che ci sono 1.500 aventi diritto che non l'hanno neppure presentata la domanda, che ci sono oltre 8.300 persone ancora fuori dalla loro casa, inagibile, e che non sanno quando potranno rientrarvi".

I grillini ricordano anche "che nei cantieri pubblici della ricostruzione ha lavorato l'Ndrangheta, che non sono state le norme sulle white list gestite dalla prefettura e dal commissario ad impedirlo ma che c'è voluto un sostituto procuratore della Dd", per non dire che "si è ricostruito con cemento depotenziato, come la scuola di Galliera, di Finale e di chissà cos'altro".

Anche Forza Italia conferma la sua netta contrarietà alla nomina di Errani. Per il senatore berlusconiano Lucio Malan, infatti, si tratta di una scelta "basata esclusivamente sui litigi interni al Pd, con Renzi che vuole portare la sinistra del partito a votare ''sì'' alla sua orrenda riforma", che rappresenta "un tipico esempio di errore da non fare". E eurodeputato forzista Stefano Maullu rincara la dose, affermando che "invece di tirare acqua al proprio mulino, scegliendo Errani come commissario per la ricostruzione", il premier dovrebbe "preoccuparsi di individuare un profilo competente e super partes, e soprattutto di definire nel dettaglio tutti gli step della ricostruzione". 

"Il terremoto non è una sessione del congresso del Pd. È veramente sconcertante che Renzi pensi di affidare a Errani l'incarico di commissario per affrontare questa emergenza. Lo fa soltanto per impegnare un suo potenziale contestatore interno". Lo dice Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. "Tra l'altro- aggiunge- sceglie una persona che ha dimostrato inefficienza nella gestione del terremoto in Emilia Romagna quando era presidente della Regione. Meglio, come propongono altri, scegliere un prefetto o un tecnico di provata esperienza. È davvero triste e sconcertante che, in un momento ancora di lutto, Renzi pensi al terremoto come l'ennesima partita della sua gestione sempre più fallimentare del Pd". 

IN DIFFESA DELL'EX GOVERNATORE. L'ipotesi di nominare commissario per la ricostruzione post-terremoto l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna, "persona di grande qualità ed esperienza, è positiva". A salutare con favore la possibile nomina di Errani è, in una nota, presidente della commissione Ambiente della Camera ed esponente del Partito democratico, Ermete Realacci. Caldeggia la scelta dell'ex presidente dell'Emilia-Romagna non sono solo i suoi compagni di partito, ma anche una parte dell'opposizione. Ad esempio Sinistra italiana, il cui deputato Stefano Fassina, ex parlamentare dem, scrive su Twitter che "per la ricostruzione post-terremoto, Vasco Errani è un'ottima soluzione", definendo invece "soltanto strumentali le posizioni politiche contrarie alla sua nomina". Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'altro esponente di Si Alfredo D'Attorre, componente dell'esecutivo nazionale del partito, secondo cui "Errani è una persona onesta e competente, che ha le qualità necessarie per svolgere un ruolo cosi delicato". D'Attorre aggiunge poi che "se, una volta tanto, il Governo fa una cosa buona, un'opposizione seria deve avere il coraggio di riconoscerla", anche se tiene a precisare che "non sarà certo la nomina di Errani a cambiare l'orientamento di quella larga e crescente parte di elettori e militanti di sinistra, anche del Pd, che al referendum costituzionale voteranno con convinzione no".

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