Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Terremoto, 5 luglio: bollettino scosse e aggiornamento stato lavori

Notte tranquilla, solo una debole replica; e altre 2 nell'arco dell'intera giornata di ieri: la maggiore di 2.6. Oggi Bologna avvia laboratorio per realizzare chiese provvisorie: "sicure e durature visto che la provvisorietà puo' durare decenni"

46° giorni dall'inizio del terremoto che ha piegato l'Emilia. Circa 1300 scosse hanno fatto tremare la nostra terra e lo sciame sismico ancora persevera, se pur con assai minor frequenza e potenza. Solo una replica è stata infatti registrata dall'Ingv nella notte appena trascorsa: si è avuta alle ore 3.15, epicentro a Finale Emilia, magnitudine 2.1 della scala Richter.

Anche ieri -  4 luglio - giornata tranquilla in pianura padana emiliana: due scosse si sono susseguite durante l'arco delle 24 ore. La prima registrata all'1.30, di magnitudo 2.3, con epicentro sempre Finale Emilia (Mo); la seconda, maggiore (magnitudo 2.6) si è avuta nel pomeriggio (alle ore 16.52), con epicentro tra il mantovano e il modenese.

BOLLETTINO 6 LUGLIO: l'epicentro si sposta nel bolognese

CHIESE PROVVISORIE, ARCHITETTI BOLOGNESI IN CAMPO. Nel frattempo a Bologna oggi si avvierà un laboratorio - pensato dal 'Centro Studi per l'architettura sacra e la citta"- che a fine luglio partorirà una serie di idee per progettare chiese provvisorie e far fronte alle emergenze anche spirituali arrecate dal sisma.
L'iniziativa è nata dalla considerazione che la ricostruzione di nuove chiese o il ripristino di quelle danneggiate avverrà in tempi non brevi e che si sta manifestando l'esigenza di trovare soluzioni temporanee. Se "container, chiese-tenda e casette prefabbricate sono, di solito, le soluzioni più veloci e apparentemente più economiche", si legge in una nota, va anche considerato che come avvenuto in Friuli o L'Aquila esiste il rischio che "la provvisorietà possa anche durare decenni e le strutture di emergenza, se non adatte all'uso, possono provocare sensibili disagi alla vita di comunità". Pertanto, "il Centro Studi ha proposto agli architetti e ingegneri che si sono interessati al tema dell'edificio liturgico, di partecipare a titolo gratuito al Laboratorio, richiedendo ai progettisti che sia un'attenzione di economicità, innovazione tecnologica, forma architettonica e aderenza all'uso comunitario e liturgico a guidare il processo progettuale".

 

 

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