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Terremoto, il punto in Regione, Errani: "I centri storici sono la nostra priorità"

Il Presidente Vasco Errani: "C'è una legge operativa prevede l'intervento pubblico laddove il privato non intende intervenire"

Oggi la priorità è concludere gli interventi per abitazioni, imprese e scuole "e cominciare in modo concreto nel 2013-14 la ricostruzione dei luoghi di culto, dei monumenti e dei centri storici". Così Vasco Errani, presidente dell'Emilia-Romagna e commissario alla ricostruzione, facendo il punto un anno dopo il sisma. "I centri storici per noi sono fin dall'inizio una grande priorità - ha ribadito - perché noi non abbiamo voluto delocalizzare, abbiamo scelto i centri storici".

UNA LEGGE GIA' OPERATIVA. C'é già una legge operativa" che, tra l'altro, "prevede l'intervento pubblico laddove il privato non intende intervenire". L' intenzione è dunque ricostruire, per far rinascere i centri storici "più belli di prima". Tra le richieste ancora non soddisfatte da Governo e Parlamento, Errani ha inserito le assunzioni del personale per Comuni, Province e Prefetture: "Abbiamo bisogno di personale - ha confermato il sindaco di Bondeno, il leghista Alan Fabbri - e se questo non viene compreso a livello governativo tutto viene rallentato".

"Qui c'é stato un sistema che ha funzionato - ha aggiunto il sindaco Barbara Bernardelli di Reggiolo, dove "tutti gli edifici pubblici erano inagibili, comprese scuole e strutture sanitarie: ancora c'é molto da fare, ma oggi il centro storico non è più 'zona rossa' e sono rientrate 30 attività commerciali, anche se tra ponteggi e demolizioni". "Ora la ricostruzione sta partendo - ha rilevato il sindaco di S.Felice, Alberto Silvestri - pian piano si sta velocizzando". Tra le notizie positive, anche l'entità delle assicurazioni antisismiche stipulate dalle imprese, più alta del previsto: circa un miliardo di euro complessivi e 500 milioni già in pagamento.

I finanziamenti pubblici si possono suddividere in tre grandi blocchi: il fondo dei Commissari delegati, nel quale confluiscono 2,5 miliardi del bilancio dello Stato e 670 milioni di solidarietà dell'Unione Europea (549 milioni per l'Emilia-Romagna); 6 miliardi della Cassa depositi e Prestiti per i contributi a fondo perduto alle famiglie e alle imprese; e altri 6 miliardi di prestiti della Cassa per il pagamento delle imposte, dei contributi e dei premi assicurativi, con interessi a carico dello Stato e restituzione del capitale a carico dei beneficiari.

A tali fondi si sommano le donazioni e i contributi di solidarietà delle altre regioni sui fondi europei (255 milioni circa). E ancora specifici canali di finanziamento come quelli per la ricerca (50 milioni), per la sicurezza degli edifici produttivi (72,8 milioni fondi Inail), 125 milioni per il credito agevolato e le risorse e 1,5 milioni per i rifiuti. Infine per gli ammortizzatori sociali (costo stimato in 67 milioni) e per iniziative di sostegno al reddito a favore di precari e lavoratori autonomi (70 milioni). A questi vanno aggiunti vari stanziamenti provenienti dalla regione, come i 47 milioni dall'assestamento di Bilancio 2012 e la rimodulazione Por Fesr Emilia-Romagna per le imprese (10 milioni). Importante anche il volume delle donazioni di cui quasi 37 milioni provenienti dai concerti, dagli sms solidali e dalle circa 7.000 donazioni versate direttamente sui conti correnti dei Comuni e della Regione.

PER LA PRIMA VOLTA LA RACCOLTA DATI. TerremotoEmilia.it, per la prima volta in Italia i dati sul monitoraggio degli edifici e del suolo colpiti da un sisma sono stati raccolti e caricati su un sito creato ad hoc". Lo ha fatto la Fondazione Eucentre - che ha diffuso una nota -, in collaborazione con l'Earthquake Engineering Research Institute di Oakland in California, per condividere le informazioni all'interno della comunità scientifica. La fondazione senza scopo di lucro, che ha collaborato per sette mesi con la Protezione civile all'analisi strutturale dei capannoni, ha così applicato in Italia questo strumento diffuso all'estero, che si chiama 'clearinghouse'. Il sito, su cui sono stati caricati i rapporti e il materiale sul sisma frutto del lavoro degli esperti sul campo, ha ricevuto in un anno oltre 27.000 visite da più di 90 Paesi.

Nel 2012, l'Assemblea legislativa regionale è costata 30 milioni e 921 mila euro, poco meno di 7 euro per ogni cittadino dell'Emilia-Romagna. Ben al di sotto degli 8 euro pro-capite fissati quale tetto massimo dalla legge regionale 17/2012, che ha recepito le indicazioni nazionali sulla riduzione dei costi della politica nelle Regioni. Lo evidenzia il bilancio consuntivo 2012 dell'Assemblea, licenziato oggi dall'Ufficio di Presidenza e atteso in commissione prima dell'arrivo in Aula per il voto definitivo. Il consuntivo 2012 registra i 2 milioni di euro stanziati dall'Assemblea legislativa perpresentano la ricostruzione post terremoto, ricavati dai tagli alle spese e dalle razionalizzazioni. Tutte le voci di spesa riduzioni: fra queste, -579mila euro ai gruppi consiliari (-28,57% sullo stanziamento iniziale), -291mila euro per le indennità di fine mandato dei consiglieri, -77mila euro per le spese di rappresentanza del presidente dell'Assemblea, dei membri dell'Ufficio di Presidenza e dei presidenti delle commissioni (-78%, va ricordato che le spese di rappresentanza sono poi state cancellate del tutto).


 

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