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Arrestato per finanziamento ai terroristi, la moglie: 'Ha combattuto, ma mai mandato soldi'

La madre di due figli piccoli difende il marito arrestato con l'accusa di essere nodo di una rete che raccoglieva rimesse per il fronte Al-Nusra. 'L'unico che non mi convinceva? L'agente infiltrato'

I soldi? Servivano per aiutare la sua famiglia. Ne è convinta la moglie di C.A., 39enne siriano arrestato ieri all'alba dalla Guardia di Finanza perché sospettato di essere un nodo della rete informale che riforniva di denaro personaggi affiliati alla rete di ribelli anti Assad di stampo jihadista Al Nusra.

La donna, intervistata da Il Resto del Carlino, ammette che suo marito "non ha mai negato di essere stato in Siria e di aver combattuto. Lui combatteva per la sua famiglia, contro le milizie di Assad. Questo perché noi siamo sunnisi e loro sciiti". E ancora: "Tutti in SIria combattono, e tutti hanno un'arma".

Blitz a Bologna: arrestato sospetto finanziatore jihadista

Nel merito delle accuse rivolte al marito la donna, 32enne, si mostra sicura: "Mandava soldi solo per aiutare la mamma e la sorella" e aggiunge: "Non è un fondamentalista: a lui piaceva andar a ballare, e io al mare giravo in bikini".

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