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Terrorismo, espulso marocchino integralista a Imola: 'Nostra provincia a rischio'

Dopo l'annuncio del Ministro Alfano insorge il centrodestra. Facci: "Necessario regolamentare i rapporti con i centri culturali islamici". Lega s l'amministrazione: "Anzichè controllare maggiormente, Merola, Sindaco della Città Metropolitana, continua a fare arrivare clandestini/profughi".

"Oggi abbiamo espulso dall'Italia un marocchino integralista. Un grazie alle Forze di #Polizia, impegnate nella lotta al #terrorismo". Così il Ministro dell'Interno Angelino Alfano. Si tratta di un cittadino marocchino residente ad Imola, che faceva parte della rete di Jarraya Khalil, un cittadino tunisino arrestato nel 2008 a Bologna per associazione con finalità di terrorismo.

La notizia ha sollevato pronte le reazioni del centrodestra. “E adesso che un marocchino residente a Imola è stato espulso perché “aveva aderito a una pratica integralista della religione con vocazione al terrorismo”, cosa dice il nostro sindaco di Imola Daniele Manca?" - si chiede Simone Carapia, capogruppo FI Imola - Sono tutti così perfettamente integrati come ci vogliono far credere?".
Per Forza Italia questa vicenda "una volta di più, deve far alzare la soglia di allarme anche da parte dei nostri amministratori locali, i primi che hanno contatto diretto con le comunità islamiche presenti numerose anche nella nostra Città". Carapia tira in ballo l’inchiesta coordinata tra il 2005 e il 2012 che portò all’individuazione di cinque tunisini e un marocchino, residenti tra Faenza, Imola e Bologna e che finirono in carcere per associazione eversiva con finalità di terrorismo. Ancora una nuova indagine, nel 2011, portò all’individuazione di altre 12 persone che avevano avuto contatti con i sei arrestati. "E vogliamo ricordare - chiosa il capogruppo Fi -che, fino a poche settimane fa, sul sito della casa della cultura islamica era ancora presente la foto di Musa Cerantonio, riconosciuto come uno dei maggiori propagandisti dell’Isis".

Sul caso interviene anche il consigliere metropolitano di Uniti per l’Alternativa Michele Facci.“Siamo ovviamente contenti del provvedimento assunto, ma ciò dimostra che i controlli vanno rafforzati ovunque e su tutto il territorio metropolitano. Di recente sono stati potenziati i controlli alla basilica di San Petronio a ulteriore testimonianza che ormai la realtà dell’integralismo islamico non la si può più nascondere".
Altra circostanza che fa riflettere per il consigliere è "l’allarme lanciato dal Sap che chiede corsi di formazione per gli agenti proprio per fronteggiare il problema terrorismo. Su questo il Governo deve seriamente intervenire. Prepareremo anche un documento da presentare in Città metropolitana perché è ora che gli amministratori chiariscano i loro rapporti con i centri di cultura islamica, che vanno ulteriormente regolamentati nel senso della trasparenza, e sui quali bisogna esercitare un’azione di controllo legata soprattutto alla provenienza dei finanziamenti ricevuti”.

Duro l'affondo anche da parte della Lega Nord. Per Lucia Borgonzoni, Commissario Provinciale del Carroccio, "l'espulsione del marocchino jihadista residente da Imola, è la conferma che la nostra provincia è a rischio". La leghista si scaglia contro l'Amministrazione, sbottando "non è più ammissibile il silenzio delle amministrazioni che hanno fatto aprire, e fanno aprire, decine e decine di moschee in tutto il territorio, che rischiano di diventare calamite per i terroristi islamici, visto che nessuna giunta rossa sembra preoccuparsi di cosa vi accade all'interno. Anzichè controllare maggiormente le "moschee", Merola, come Sindaco della Città Metropolitana, continua a fare arrivare clandestini/profughi sul territorio, con l'unico vantaggio di dare lavoro alle cooperative. A fronte dell'espulsione di oggi, quanti terroristi stiamo rischiando di importare nei centri hub cittadini?".

"Non è la prima volta che il territorio imolese viene coinvolto in un'indagine contro il terrorismo islamico, ennesimo segnale che non siamo immuni a questo pericolo" rimarca invece Daniele Marchetti-Consigliere Regionale Lega Nord, che si interroga "sarebbe importante capire se il marocchino colpito dal provvedimento di espulsione frequentasse o meno il centro culturale islamico della città che non ha mai brillato per trasparenza. Vorremmo capire inoltre se Khalid , oggi espulso, abbia fatto proselitismo all'interno della comunità musulmana presente sul nostro
territorio".

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