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Terrorismo e Jihad, la Procura chiede il processo per 4 giovani

Accusati anche di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sono tutti e quattro già detenuti o agli arresti

Sono finite le indagini per quattro cittadini stranieri, accusati di aver finanziato il terrorismo jihadista internazionale e di aver favorito l'immigrazione clandestina dalla procura di Bologna, con il provvedimento firmato dalla sostituto pm Antonella Scandellari su supervisione del Capo Giuseppe Amato. 

I pm chiedono il processo per D.R., 23 anni, cittadino somalo, M.S. 23 anni, cittadino etiope, O.C. 30 anni, cittadino somalo, A.I. 23 anni, cittadino etiope. Tre degli imputati sono attualmente detenuti in carcere non a Bologna, mentre per un quarto è ai domiciliari a Cinisello Balsamo nel milanese. Per loro le accuse vanno a vario titolo di "finanziamento di condotte con finalità di terrorismo e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Le indagini sono state portate avanti dalla Digos su impulso della Dda di Bologna.

Al primo, al secondo e al quarto degli imputati sopracitati sono addebitate le accuse più gravi: i tre avrebbero raccolto e inviato in Somalia denaro in parte destinato all'acquisto di armi e munizioni per i gruppi terroristici come Al Shabaab e Onlf (Ogaden national liberation front), attivi proprio in Somalia e in Etiopia.

Citate tra le somme raccolte, anche 6.915,40 euro in forma di aiuto che uno dei tre aveva 'procacciato' ottenendoli dal welfare francese, approfittando dello status di rifugiato. Uno dei due etiopi aveva invece inviato a "non meglio identificati cittadini somali" 2.777,26 euro, mentre alcune centinaia di euro erano state inviate, sempre a cittadini somali non meglio identificati, dall'altro etiope.

In regione la loro attività si è concentrata su Forlì, mentre altri contatti sono stati individuati in Lombardia, in Piemonte e all'estero, in un periodo che va dal settembre 2018 e il maggio 2019.

C'è poi l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, addebitata anche al terzo soggetto 30enne, oltre al primo e al quarto sopracitati, organizzata -secondo i pm- nello stesso periodo tra Milano la Svizzera e l'Austria, I tre avrebbero "promosso, organizzato ed effettuato il trasporto di stranieri nel territorio italiano per procurarne illegalmente l'ingresso in altri Stati, soprattutto del Nord Europa".

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