Cronaca

Amico di jihadisti, pronto ad arruolarsi nell’Isis: bloccato sospetto terrorista

La Polizia di Bologna ha fermato un cittadino tunisino: sarebbe stato in procinto di partire per la Siria al fine di realizzare atti terroristici. Via Facebook intratteneva rapporti con combattenti jihadisti per organizzare la sua partenza

“Amico” di jihadisti combattenti in Siria, con i quali comunicava via social network, sarebbe stato in procinto di arruolarsi tra le file dell’Isis e partire per prendere parte ad atti terroristici. Così la scorsa notte Polizia di Bologna ha fermato un cittadino tunisino, residente a Ravenna ma di fatto senza fissa dimora.
L’attività di indagine, diretta dal Procuratore della Repubblica, ha portato a “rilevare le responsabilità dello straniero (in ordine al delitto di cui all’artt. 270-quater comma 2 c.p.), poiché arruolato ed in procinto di partire per la Siria al fine di realizzare atti aventi finalità di terrorismo”.

L'indagine ha preso l'avvio nel febbraio 2015, quando gli uomini della Polizia di Bologna e Ravenna hanno acquisito informazioni riguardanti il possibile coinvolgimento del tunisino  nell’attività di arruolamento nelle file dell’ISIS.
Più in particolare, nel periodo in cui è stato monitorato, il soggetto è stato sorpreso  a intrattenere rapporti con combattenti jihadisti operativi in Siria, con i quali comunicava utilizzando Facebook (Tra i suoi contatti anche un palestinese presente nell’accampamento di Yarmouk) al fine di organizzare il suo trasferimento verso quel paese (attraverso la Turchia) per poi raggiungere ed unirsi ai gruppi jihadisti dell'IS già impegnati in azioni terroristiche.

I sospetti si sono aggravati quando il tunisino ha  acquistato (lo scorso 21 marzo) un biglietto aereo di sola andata, dall’aeroporto di Bergamo diretto all’aeroporto di Sabiha Gokcen di Istanbul (Turchia), partenza poi rinviata a causa del mancato rilascio del passaporto.
Negli ultimi giorni la Polizia ha registrato la continua attività del soggetto che ha tentato di raggiungere la Germania per poi trasferirsi in Siria, reperendo i fondi necessari anche attraverso lo spaccio di sostanze stupefacenti. Infine la Procura di Bologna ne ha disposto il fermo.

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