Imprese, Cgil: "Un milione di test rapidi entro 30 giorni"

A dirlo è Maurizio Lunghi, segretario della Cgil di Bologna

Test rapidi non solo per le scuole ma anche nelle aziende dell'Emilia-Romagna, soprattutto nei settori più a rischio come la logistica e il commercio. Con l'obiettivo di farne almeno "un milione entro 30 giorni", anche perché fino alla fine di settembre "avremo una fase delicatissima" nelle imprese per gli ultimi ritorni dalle vacanze.

A dirlo è Maurizio Lunghi, segretario della Cgil di Bologna, intervenuto ieri pomeriggio a un seminario web organizzato dall'associazione 'Per una sanità del servizio pubblico'. Secondo Lunghi, dunque, "avremo una fase delicatissima fino alla terza settimana di settembre, quando saranno tornati anche gli ultimi dalle vacanze". Per questo, spiega il numero uno Cgil, "l'idea a cui stiamo lavorando con la Regione è fare un milione di test rapidi, entro 30 giorni, nei settori più a rischio".

Nei giorni scorsi l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, aveva parlato dell'intenzione di fare due milioni di test rapidi per far fronte agli eventuali futuri focolai di covid nelle scuole. La stessa strategia, dunque, potrebbe essere applicata anche per le aziende. "Abbiamo visto cos'è successo quest'estate con le discoteche- rimarca Lunghi- pensiamo cosa può significare il moltiplicarsi di focolai nei luoghi di lavoro". Il rischio è di dover "prendere decisioni drastiche e non ce lo possiamo permettere. Non possiamo rincorrere il virus, arrivando tardi".

Il segretario della Cgil di Bologna sottolinea poi che nelle aziende con una maggiore presenza dei sindacati i problemi di sicurezza sono minori. Mentre il vero "tallone d'achille" sono le realtà meno sindacalizzate come appunto "la logistica e il commercio", segnala Lunghi, dove di fatto "ci dobbiamo affidare al titolare o all'artigiano perché si facciano carico" di applicare i protocolli di sicurezza.

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Lo stesso aspetto viene rimarcato anche da Michele Bulgarelli, numero uno della Fiom-Cgil di Bologna. Il "punto di forza" durante i mesi dell'emergenza covid, spiega Bulgarelli, è stato "il lavoro organizzato di Rsu e Rls". Al contrario, "il punto di debolezza sono le piccole imprese - afferma il numero uno Fiom - nei momenti più difficili non ci hanno contattato in tanti e penso che quei lavoratori neanche abbiano chiamato il servizio pubblico perché i protocolli di sicurezza non venivano applicati". (Dire)

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