Sanità, M5S: 'Ticket pagato online, c'è spesa extra'

A denunciarlo è Silvia Piccinini, capogruppo dei 5 stelle in Regione, che in una interrogazione chiede spiegazioni alla Giunta Bonaccini. Affondo di Sensoli sulle liste di attesa

Un euro e 50 centesimi di commissione per chi paga online il ticket sanitario dell'Emilia-Romagna usando una carta al di fuori del circuito ufficiale di Intesa Sanpaolo. Non una spesa esorbitante, ma sicuramente fastidiosa e a quanto pare anche "illegittima".

A denunciarlo è Silvia Piccinini, capogruppo dei 5 stelle in Regione, che in una interrogazione chiede spiegazioni alla Giunta Bonaccini. "Un vero e proprio balzello a carico dei pazienti", lo definisce Piccinini, che invita la Regione a "rimuoverlo al più presto".

Anche perché stando al Codice del consumo, richiama la pentastellata, vige il divieto per le aziende di vieta "addebitare ai consumatori costi aggiuntivi in relazione all'utilizzo di uno strumento di pagamento. Questi costi aggiuntivi sono considerati illegittimi anche quando corrispondono esattamente al costo del servizio fornito dal gestore del circuito della carta di credito e vengono incamerati direttamente dal gestore in questione".

Nel caso del portale pagonlinesanita.it, "il costo della commissione è a carico dei cittadini e rappresenta una voce che non rientra tra le prestazioni sanitarie, bensì una maggiorazione legata alla modalità di pagamento prescelta". Per questo "deve essere riconosciuta come illegittima" ed eliminata, sostiene Piccinini. Maggiore chiarezza viene chiesta dai 5 stelle alla Regione anche sulle liste d'attesa.

 "L'Emilia-Romagna, tramite un portale ad hoc- afferma Raffaella Sensoli, consigliera regionale M5s- permette di conoscere per 50 prestazioni il numero e la percentuale di prenotazioni erogate dalle aziende sanitarie entro i tempi massimi previsti".

Per tutte le altre prestazioni, invece, "non c'è alcun report pubblico. Ciò dimostra che non c'è piena trasparenza sui tempi di attesa pur essendo prevista per legge". Per questo Sensoli esorta la Giunta Bonaccini a "effettuare un monitoraggio più rigoroso sui tempi da garantire per le liste d'attesa, ampliando la lista di esami e visite oggetto di monitoraggio e rendicontazione".

Allo stesso modo, secondo l'esponente M5s sarebbe "opportuno rivedere il piano regionale delle liste di attesa con nuove misure volte a risolvere le criticità presenti". Sensoli cita ad esempio il caso di Rimini. "Per la prenotazione di una visita allergologica la prima data disponibile è il 13 marzo 2019, cioè dopo ben 146 giorni, mentre dovrebbe essere eseguita entro 30 giorni- afferma la 5 stelle- per una visita geriatrica la data fissata è il 2 settembre 2019: in questo caso il tempo di attesa è di ben 319 giorni, dopo 279 giorni rispetto al limite massimo previsto dalla Regione.

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Per una densitometria ci sono 428 giorni di attesa, mentre una paziente affetta da sclerosi multipla per una risonanza prenotata a giugno avrebbe dovuto aspettare fino a novembre. Prenotando a pagamento in una struttura privata, invece l'ha eseguita dopo tre giorni", rimarca Sensoli. (San/ Dire) 

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