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L'appello dei toelettatori dopo la chiusura: "Fateci aprire, siamo attività essenziale. Riconosceteci anche come categoria"

I titolari di alcune attività a Bologna: "E' impensabile non poter far lavare i propri animali per un mese. Ci sono cani, ad esempio, che necessitano di specifiche terapie con bagni medicali. Noi chiudiamo ma restano aperti lavaggi auto e lavanderie..."

"E' assurdo che ci facciano chiudere. Ci sono animali d'affezione che seguono specifiche terapie di bagni medicali per dermatiti da contatto ad esempio, e necessitano di lavaggi regolari con prodotti specifici, così come cani o gatti che uscendo regolarmente non possono rimanere un mese senza lavare. Chiediamo alla Regione e a tutte le istituzioni competenti di farci riaprire. Facciamo appello all'ordinanza che lo scorso aprile ha fatto il governatore Bonaccini, permettondoci di continuare a lavorare nonostante la situazione pandemica e riconoscendoci come operatori essenziali".  Forte la presa di posizione della maggior parte delle attività dedicate al benessere animale a  Bologna, che stando al nuovo Dpcm hanno abbassato le saracinesche fino al 21 marzo compreso.

Abbiamo incontrato due toelettatori per capire nel dettaglio la situazione. Il primo è Paolo Bacchilega, titolare di un'attività in via Saragozza, che spiega: "C'è stata parecchia confusione per il giorno in cui dovevamo chiudere. Prima il 4, poi il 5 e infine il 6 marzo. Questo ci ha portato ad annullare o spostare appuntamenti inutilmente, facendoci altri danni. La situazione è complessa e poco chiara. Nel corso del primo lockdown il presidente della Regione Stefano Bonaccini aveva fatto riaprire le toelettature considerandole attività essenziali per l'igiene della famiglia e dell'animale stesso. Il cane quando esce può portare a casa quello che c'è fuori - incalza - o può avere bisogno di specifici trattamenti che se non vengono effettuati possono creare disagio alla famiglia. Il vero problema è che non siamo ancora riconosciuti come categoria, anche se a fine gennaio è stata presentata una proposta di legge in merito. E in tutto questo c'è un ulteriore contraddittorio - sottolinea Bacchilega - L'Emilia Romagna è stata la prima regione ad approvare una legge per il benessere degli animali, facendo da apripista a livello nazionale e ora ci fa chiudere? Gli animali hanno bisogno di cure e di essere lavati, è impensabile farci chiudere. Chiediamo di considerarci come categoria essenziale, e avere dei diritti oltre che doveri. Non possiamo solo pagare tasse senza essere neanche riconosciuti".  E conclude: "L'Inail non ci riconosce neanche l'infortunio sul lavoro perche non siamo una categoria, ma esisistiamo".

Non da meno Patrizia Silvestri, titolare di Impronte Di Stile Toelettatura&Spa: "Ci appelliamo all'ordinanza dello scorso aprile perchè anche se non riconosciuti siamo attività essenziale. Rientriamo nei servizi alle persone, ma ci buttano dentro dei codici senza neanche conoscere le nostre realtà. Ci sono tanti animali che seguono terapie di bagni medicali e necessitano di lavaggi anche ogni tre giorni. Non farli porta l'animale e la famiglia che li accudisce a un serio e preoccupante disagio - sottolinea -  Con grande rispetto per le decisioni finora prese dal Governo e dalle Amministrazioni regionali, al fine del contenimento del contagio da Covid19, chiediamo e ci appelliamo all'ordinanza dell'anno scorso,  chiedendo l'immediata riapertura  di attività che ruotano intorno al benessere animale come servizio essenziale, nel pieno rispetto delle normative anti contagio. Il servizio di lavaggio, taglio e slanatura degli animali da compagnia, e quindi  di esseri viventi, non può essere meno importante del lavaggio di auto e vestiti. Autolavaggi e lavanderie infatti, possono restare aperti. Sono stati raccolte molte firme tra i vari titolari di attività a Bologna e stiamo per mandare una lettera firmata a tutte le autorità competenti in materia".

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