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Tornelli, occupato rettorato: "Oggi studiamo qui" Mazzanti (Pd): "Violenza chiama violenza"

A poche ore dal corteo studentesco, i collettivi della biblioteca di via zamboni 36 hanno allestito una sala studio nei corridoio del rettorato

I collettivi tornano in rettorato. Dopo lo smontaggio e la consegna delle porte degli accessi di via Zamboni 36, azione che ha avuto come conseguenza lo sgomebro della biblioteca di scienze umanistiche, oggi gli attivisti "del 36" (tra cui Cua, Collettivo universitario autonomo e Lubo, Libera università Bologna) e oggi hanno occupato il corridoio del rettorato al civico 33, allestendovi tavoli e panche per una sala studio accessibile a tutt* fino alle 16 quando partiremo in corteo".

"Invitiamo tutti e tutte -recita una nota del Cua, diffusa sui social-  a venire nell'aula studio che abbiamo allestito nel rettorato autogestito". Le rivendicazioni sono oramai note: riapertura della biblioteca (senza tornelli), e dimissioni del rettore.

Solo poche ore prima, durante una intervista a Radio Città del Capo, il capogruppo Pd in Comune Claudio Mazzanti ha condannato duramente i metodi dei collettivi, e in particolare il Cua. Finché il Cua non cambia registro, finché ricorre a "metodi e strumenti violenti", finché sceglie di "intimidire e reprimere tutti quelli che non la pensano come loro", allora otterrà in risposta solo violenza.

"La violenza chiama violenza", scandisce piu' volte il dem facendo capire che o il Collettivo che ha dichiarato guerra ai tornelli ed esige ora le dimissioni del rettore Francesco Ubertini e del questore Ignazio Coccia, si mette "in linea con un rapporto di democrazia" oppure non troverà controparti disposte ad ascoltare le sue istanze".

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