Cronaca

Scontri in piazza Verdi, Amato: "Da azione giudiziaria segnale ai violenti"

In una anteprima all'intervista che andrà in onda domani su Radio24, il Procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato ribadisce la volontà di arrivare a giudizio in tempi rapidi

Foto Dire

Abbiamo voluto dare un “segnale di presenza e sono convinto che lo strumento dell’iniziativa giudiziaria debba servire, se sono stati commessi reati, a punire in maniera rapida coloro i quali ne sono responsabili. Ma serve anche, quando discutiamo di coinvolgimento massivo di persone, a dare un segnale che queste iniziative violente sono contrastate”.

Queste le dichiarazioni del Procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato rilasciate in un’intervista rilasciata a Raffaella Calandra che andrà in onda sabato 18 febbraio nella puntata di Storiacce in onda alle 21.30 su Radio 24, in merito al processo per direttissima chiesto contro alcuni manifestanti che hanno partecipato agli scontri tra studenti e forze dell’ordine all’Università di Bologna.

Un’azione dura, quella della Procura, affinché “possa servire da controspinta psicologica rispetto alla reiterazione di episodi di questo tipo. Cioè, di fronte ad un comportamento che può essere ripetuto, perché non è contrastato – spiega il Procuratore capo Amato su Radio 24 – Secondo me il contrasto serve anche in un’ottica di prevenzione. Questo almeno è il nostro auspicio”.

Se non si fosse proceduto con una forte azione, ha spiegato il Procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, su Radio 24, si sarebbe dato un segnale “di disinteresse o di apparente giustificazione, di apparente irrilevanza penale di un certo tipo di condotta. Perché il processo che si dilata diventa un ‘non processo’ portato ad una sottovalutazione giudiziaria del fenomeno complessivamente inteso”.

Anche perché – ha aggiunto Amato su Radio 24 – le manifestazioni di protesta potevano essere il frutto di un disegno preordinato e premeditato per suscitare poi comunque momenti di violenza e di aggressione, che erano lesivi non solo delle forze dell’ordine presenti a contrastare il fenomeno, ma anche lesivi dell’Università e lesivi, secondo me, e pure questo non va trascurato, di quella che è la esigenza per la collettività bolognese, anche per il luogo in cui insiste l’Università, di potere godere appieno della città. Cosa che in questi ultimi giorni, obiettivamente è stato reso molto più problematico”. 

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