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Senato accademico, fumata nera sui tornelli: allestita sala-studio in rettorato

Cinque ore di confronto, ma il Senato accademico dell'Alma Mater esce con "nessuna decisione operativa". Collettivi e studenti studiano in rettorato in attesa di decisioni

Cinque ore di confronto, ma il Senato accademico dell'Alma Mater esce con "nessuna decisione operativa" sulla riapertura della biblioteca di Discipline umanistiche in via Zamboni 36 e sui tornelli.

È quanto si apprende in via Zamboni, dove anche l'anticamera è blindata. La seduta riprenderà nel primo pomeriggio e i senatori ripetono che a parare sarà il rettore Francesco Ubertini che nel corso della riunione avrebbe fatto una lunga lista dei danni subiti dalla biblioteca in occasione degli scontri tra gli studenti e le Forze dell'ordine e avrebbe spiegato che la struttura resterà chiusa finché non sarà tutto riparato, ma non sono noti i tempi).

Intatto "quelli del 36", sigla che riunisce collettivi e studenti, hanno allestito una sala-studio nei corridoi del rettorato in attesa di decisioni: "Occupazione ad oltranza del rettorato e nell'aula studio i tavoli sono sempre più affollati! 
Finché il 36 non riaprirà e non sarà di nuovo lo spazio libero che è sempre stato, NOI DA QUI NON CE NE ANDIAMO!", scrivono sui social. 

Irritati i rappresentanti dei lavoratori, Antonella Zago e Domenico Chirico. "Tenere chiusa la biblioteca rischia di istigare i collettivi a riprendersi il posto- criticano i due esponenti del sindacato di base- il rettore riapra al più presto la biblioteca, tolga i tornelli e rilanci il progetto con un dialogo vero con gli studenti". 

Sugli scontri in zona universitaria tra studenti e polizia si sono espressi il Sovrintendente Teatro Comunale e l'ex sindaco Valter Vitali:
“La difficoltà è la convivenza di tutti i giorni con forme di degrado sociale. C’è una permanenza di forme di delinquenza nella Piazza che devono essere eliminate. Noi abbiamo incontrato gli studenti, abbiamo parlato con loro e oggi il Teatro è pieno di giovani”. Così il Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Nicola Sani, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Storiacce, di Raffaella Calandra, su Radio 24, in merito agli scontri avvenuti in piazza Verdi, a Bologna. “Quello che c’è qui – ha aggiunto Sani non è diverso da piazze problematiche in altre città italiane. Episodi di vandalismo ci sono stati. Abbiamo avuto in diverse occasioni le nostre bacheche infrante. Ritengo che siano stati episodi che risalgono a un periodo in cui il Teatro era visto come estraneo. Io stesso ho fatto un intervento in cui ho detto: ‘è inutile scandalizzarsi per le distruzioni dei tesori d’arte in medio oriente e poi invece rimanere indifferenti di fronte alle bacheche spaccate del Teatro comunale di Bologna. Fanno parte dello stesso processo, dello stesso percorso”.
 
“Piazza Verdi – ha aggiunto l’ex Sindaco di Bologna Walter Vitali ai microfoni di Radio 24 – è semplicemente un luogo di incontro di una comunità vasta che, anche per i trascorsi, è percepita come un luogo franco”. E alla domanda di Raffealla Calandra se fosse vero che per anni si sono tollerate certe presenze, anche per controllarle, l’ex Sindaco di Bologna ha risposto: “È vero il fatto che probabilmente sapere dove certe presenze sono collocate poteva essere comunque utile. Forse piazza Verdi – ha aggiunto Vitali – è il termometro che misura la febbre. E la febbre è determinata dal fatto che non si è mai riusciti a creare in quella zona una situazione nella quale tutti si sentano tranquilli, sicuri, e soprattutto gli studenti si sentano di poterla vivere davvero”.
 

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