Tram Bologna: arrivano i fondi dal governo, le reazioni politiche

Priolo incassa positivamente il risultato, i No Tram parlano di città distrutta, Legambiente plaude, Forza Italia critica e la Lega attacca: "Si poteva fare con meno risorse"

Il tram di Firenze (Foto: progetto Tram Bologna)

Presentato nel marzo scorso, il percorso della prima linea del tram di Bologna sembra sempre più definita, ma non mancano le polemiche. Ieri è stato annunciato il finanziamento della tramvia bolognese, almeno nella sua prima veste, ovvero la linea rossa 'Borgo-Caab'. Il governo -secondo l'annuncio del comune staccherà un assegno da 509 milioni, tutti quelli chiesti da Palazzo D'Accursio.

Una notizia che in municipio fa cantare vittoria, poiché il timore era che potessero arrivare meno risorse, fatto che avrebbe portato ritardi o tagli al progetto. Nulla di tutto questo è avvenuto però e, per il momento, il progetto viaggia ancora tutto in piedi.

Ce ne è quindi per le reazioni politiche, con gli ambientalisti che si dicono ottimisti e le opposizioni e i comitati locali invece che rinfocolano le polemiche. 

Per il presidente regionale Lorenzo Frattini di Legambiente è "decisamente una buona notizia", per un progetto che "tra troppi progetti inutili e dannosi, finalmente uno a favore del trasporto pubblico". L'apertura di credito però mette in guardia e invita a evitare "sprechi e ritardi" nella prosecuzione dell'opera.

Il comitato No Tram invece attacca a testa bassa, bollando la novità come "trovata da campagna elettorale", puntando il dito sulla ministra Paola De Micheli e chiedendosi se la responsabile dei trasporti del governo "avrà il coraggio di avere sulla coscienza la distruzione di una città e il fallimento delle attività commerciali nei 10 anni di lavori", stima il comitato, che in un lungo post sui social parla anche del "taglio di 250 alberi sani" e del fatto che "il nostro centro storico sarà devastato da un treno di 33 metri".

Attacco, quello del comitato, che raccoglier Forza Italia con la senatrice Anna Maria Bernini. "Continuiamo a ribadire che siamo di fronte a un progetto terribilmente obsoleto, fallimentare già in diversi centri urbani che stanno dismettendo le linee del tram a favore di bus elettrici, talmente devastante- dichiara Bernini- da condannare l'intera città a otto, se non addirittura dieci anni di cantiere, con conseguenze estremamente negative per il commercio e il turismo".

La Lega invece contesta la cifra del finanziamento. Attraverso la capogruppo in consiglio comunale Francesca Scarano il Carroccio fa sapere che "I 509 milioni annunciati "sono troppi per costruire una inutile linea del tram. Tra costi di opere civili ed impianti- afferma Scarano, in una nota- ne serviranno sì e no 350 e, anche questi, saranno inutilmente investiti in un'opera che renderà felice solo il sindaco Virginio Merola e l'assessore Irene Priolo".

Per la candidata alle regionali Lucia Borgonzoni "è un favore a Farinetti (patron di Fico - ndr), ai bolognesi poco, le associazioni di categoria sono contrarie. Andrebbe a spaccare non solo un quartiere, ma una intera parte della città", con attività commerciali "che non riusciranno più ad essere raggiunte".

Manes Bernardini di Insieme Bologna, su Facebook parla di "grande errore e danno per la nostra città", rilanciando la richiesta di convocare "subito" sul tema tram un referendum.

Soddisfatta invece Irene Priolo, assessora alla mobilità, che su Facebook ringrazia la sua squadra e sprona: "Stiamo gettando le basi per il futuro della nostra città". E ancora: "La credibilità è fondamentale e questo finanziamento ne è testimonianza. Il bello inizia adesso, anche se non sarà facile".

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