Tram Bologna, uno studio per calcolare il valore delle case lungo il percorso

Una rilevazione da parte dell'università è già in corso, ma l'assessora Priolo apre a monitoraggio Nomisma. I No tram tornano a chiedere referendum

Palazzo D'Accursio si rivolgerà anche a Nomisma per uno studio sul valore degli immobili coinvolti dal passaggio del progetto tram. E' l'impegno che l'assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Irene Priolo, ha assunto questo pomeriggio nel corso del burrascoso incontro con i comitati cittadini contrari alla tramvia.

Priolo raccoglie in particolare l'invito del presidente di Confabitare, Alberto Zanni, che suggerisce sia di affidare la ricerca a Nomisma sia di istituire un tavolo di lavoro con le associazioni dei proprietari immobiliari e con le federazioni degli agenti immobiliari.

"Sono d'accordo", afferma Priolo, che fa sue le richieste di Zanni. "Se il vostro suggerimento è di rivolgerci anche a Nomisma, lo facciamo più che volentieri- assicura l'assessore- mi faccio carico di chiederlo, non c'è problema". E aggiunge: "Io preferisco Nomisma e l'Ateneo, che sono super partes, alle agenzie immobiliari che hanno comunque i loro interessi".

Tram Bologna: arrivano i fondi dal governo, le reazioni politiche

Prima dell'estate, il Comune ha affidato all'Università di Bologna uno studio del genere. "A breve presenteremo i risultati, che sono positivi- riferisce l'assessore- è evidente che emerge una situazione di sofferenza durante i cantieri, che andrà gestita e curata. Ma questo lavoro lo facciamo adesso così abbiamo il tempo di studiare degli accorgimenti". I cantieri del tram dovrebbero partire nel 2022, "quindi abbiamo due anni per costruire un modello che consenta alle attivita' di resistere in una fase delicata", garantisce Priolo

Durante l'incontro, che in più momenti ha registrato anche toni molto accesi, i no tram hanno ribadito più volte la loro contrarietà al progetto, sottolineando le loro preoccupazioni legate all'impatto dei cantieri sul traffico, sui parcheggi, sugli esercizi commerciali e sulla zona di Borgo Panigale in particolare, che secondo i residenti rischia di diventare "un ghetto".

Più volte i comitati hanno messo in discussione la veridicità delle affermazioni dei tecnici del Comune: dalla durata dei cantieri ("Non è possibile che durino quattro anni") alla saturazione delle attuali linee di autobus ("Dove sono i dati?") indicata anche nel quadro conoscitivo del Pums. Le rassicurazioni dell'assessore, dei tecnici del Comune e di Systra, la società francese che sta realizzando il progetto, non hanno però fatto breccia nei no tram, che hanno portato l'esempio dei disagi a Firenze e in altre città europee e hanno continuato a ripetere la richiesta di un referendum cittadino sul progetto. (San/ Dire)

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