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Cronaca Via Larga

Tram ed espropri al Pilastro e in Bolognina: "Una brutta sorpresa. Dobbiamo cedere parte del giardino"

Le raccomandate del Comune sono arrivate a cittadini che non sapevano di rientrare nel piano del tram: "Ci avvisano degli espropri e la proprietà privata non vale più"

Sono arrivati via raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC ai rispettivi destinatari gli avvisi di esproprio per il tram e in particolare quelli che rientrano nel progetto finale della Linea Rossa. Diversi i racconti dei cittadini coinvolti. Il signor S. per esempio non pensava che tutta questa storia degli espropri lo avrebbe riguardato: "Avevo letto i giornali e visto dei servizi in televisione, ma quando ho aperto quella busta e ne ho letto il contenuto sono caduto dalle nuvole. Anche il nostro condominio di via Larga 52 rientra nel progetto e da quello che leggiamo nella comunicazione firmata dal Comune di Bologna ci verrà tolto 1/3 del giardino condominiale e sarebbero a rischio anche i nostri posti auto. Una cosa che ci sta facendo molto arrabbiare". E' ancora il comitato "Attacchiamoci al tram" a raccogliere le segnalazioni dei cittadini interessati agli espropri contandone all'incirca 300 per quanto riguarda la Linea Rossa e approssimativamente il doppio per la Linea 2. Abbiamo chiesto quali sono i numeri effettivi ad oggi a Innovazione Fondazione Urbana. 

I numeri di Fondazione Innovazione Urbana: espropri linea Rossa

"Per quanto riguarda il progetto definitivo della Linea Rossa, è stato avviato il procedimento unico che prevede lo svolgimento della conferenza dei servizi (attualmente in corso) per giungere all'approvazione della localizzazione urbanistica dell'opera con apposizione dei vincoli espropriativi e all'approvazione del progetto definitivo e alla dichiarazione di pubblica utilità. Nell'ambito del procedimento unico è stato anche avviato l'iter per l'acquisizione delle aree necessarie alla realizzazione dell'opera. A questo proposito sono sono state inviate 2.647 comunicazioni individuali (2.506 raccomandate inviate a persone fisiche e 141 PEC inviate a società ed enti) con l'avviso di avvio del procedimento espropriativo" quello che fanno sapere da Fondazione Innovazione Urbana. 

"Queste comunicazioni, tuttavia, riguardano un numero di proprietà (intese come aree caratterizzate ognuna da un foglio e da un mappale catastale) molto minore. Infatti in molte casi le proprietà coinvolte sono costituite da condomini ed è stato quindi necessario inviare le comunicazioni individuali ad ognuno dei proprietari degli appartamenti dei suddetti condomini.
Le proprietà coinvolte dal progetto sono infatti 305.
Di queste 50 sono proprietà asservite. Cioè si tratta di edifici che è necessario gravare con una servitù riguardante l'apposizione di un gancio di sostegno della linea aerea che alimenterà  la futura linea tranviaria
Le proprietà da espropriare individuate dal progetto definitivo sono invece 255 (per 243 è previsto il solo esproprio, in 8 casi oltre all'esproprio è previsto anche l'asservimento, in 4 invece è prevista anche un'occupazione temporanea durante la fase di cantiere).
Va precisato che, in molti casi, l'esproprio riguarda porzioni di aree limitate in gran parte già oggi adibite ad uso pubblico: si tratta spesso di porzioni di marciapiede o di spazi a ridosso della carreggiata stradale.
Va infine sottolineato come la fase di pubblicazione di 60 giorni del progetto ha consentito di prendere visione degli elaborati e di presentare osservazioni. Le osservazioni pervenute saranno oggetto di controdeduzione e, in caso di accoglimento da parte dell'Amministrazione, è possibile una riduzione delle proprietà e dei soggetti coinvolti nella procedura di esproprio". 

Riassumendo per il progetto definitivo della linea rossa: 
PROPRIETÀ COINVOLTE NEL PROGETTO: 305
PROPRIETÀ ASSERVITE: 50 
PROPRIETÀ ESPROPRIATE: 255 ( 243 espropri + 8 anche asserviti + 4 anche occupazione temporanea)
COMUNICAZIONI INDIVIDUALI INVIATE: 2506 raccomandate + 141 PEC = 2647 notifiche totali

"Per quanto riguarda la seconda linea tranviaria, cioè il tratto nord della Linea Verde lungo la direttrice Corticella è del tutto prematuro parlare di espropri e indicare numeri. Occorre infatti chiarire che, al momento, è stata esclusivamente predisposta la prima versione del progetto di fattibilità tecnica ed economica dell'opera che è stata allegata, quale elaborato indispensabile, alla documentazione inviata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per partecipare al bando di finanziamento per sistemi di trasporto rapido di massa, la cui scadenza era fissata allo scorso 15 gennaio 2021. L'opera quindi non è ancora stata finanziata dal Ministero e occorrerà attendere eventuali richieste od osservazioni da parte del Ministero stesso. Quindi, il progetto di fattibilità tecnica ed economica della linea, che deve ancora essere presentato e discusso con i cittadini delle zone interessate dal tracciato, non è ancora stato approvato. Come già avvenuto anche con la Linea Rossa anche questo progetto sarà pertanto oggetto di affinamenti e modifiche e in sede di approvazione da parte della Giunta potranno inoltre essere forniti indirizzi e prescrizioni da recepire in sede di progettazione definitiva.
Solamente quando il progetto definitivo sarà consegnato sarà possibile quantificare il numero delle proprietà coinvolte nel progetto, così come appunto è avvenuto per la prima linea. Oggi nel progetto di fattibilità tecnica ed economica è sì presente un piano particellare che identifica preliminarmente l'area di intervento, con relativo elenco ditte (non tutte soggette a esproprio), ma si tratta di una indicazione che dovrà essere confermata nei successivi passaggi e nel successivo livello di progettazione. Si ribadisce quindi che non è al momento possibile indicare dati numerici realistici riguardanti l'opera in questione".

"Due corsie? Per noi troppo invasive. Nessuna garanzia sulla durata dei lavori"  

Gli abitanti del palazzo di via Larga composto da 28 unità si sono rivolti a un avvocato per capire cosa si possa fare (se qualcosa si può fare): "Non ci hanno mai dato il permesso per sistemare gli alberi della nostra area verde e adesso arriva questa novità che ci stravolge tutto. Vediamo le due corsie del tram come un'invasione e dovremo ospitare nostro malgrado tutti i macchinari necessari ai lavori nella nostra proprietà privata. Senza fra l'altro alcuna garanzia di durata. E se poi succedesse come con il Civis e ci trovassimo con il cantiere abbandonato sotto casa?". 

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Simona Bentivogli (Progetto Bolognina) invece è residente in Bolognina e ha una attività commerciale in via Matteotti. Anche a lei è arrivata la comunicazione da Palazzo d'Accursio ed è molto preoccupata per quello che potrebbe accadere nei prossimi anni con il cantiere del tram: "Sul mio condominio datato 1910 verranno posti dei ganci che serviranno al mezzo. Non sarà una cosa bella da vedere, ma ci si passerebbe volentieri sopra se il progetto fosse studiato bene, mentre secondo me non lo è. A mio avviso siamo fuori luogo e fuori tempo e stiamo aspettando anche delle considerazioni tecniche sul carico e sullo smog, i due elementi che mi portano a sostenere la non bontà della cosa".

"I miei più grandi timori riguardano però la mia attività commerciale che rientra nel cantiere e dovrà stare chiusa per un bel po'. La gente cambia abitudini in fretta e non starà certo ad aspettarci. Se la strada sarà chiusa, se non ci saranno i parcheggi...chi verrà a fare acquisti nella nostra zona durante i lavori? Senza contare il problema sicurezza". 

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Tram: il progetto finale della Linea Rossa

Ecco il percorso che seguirà linea "rossa" del tram: 16 km e 34 fermate. Il percorso e si sviluppa dal capolinea, posto all’estremità ovest di Borgo Panigale, lungo l’asse della via Emilia, servendo l’Ospedale Maggiore e transitando per il centro storico della città, per poi proseguire verso la Stazione Centrale, la Bolognina e la Fiera. Qui la linea si biforca: un ramo si attesta al capolinea posto nei pressi del casello autostradale della Fiera e del parcheggio Michelino, mentre l’altro percorre viale della Repubblica e via San Donato proseguendo verso la zona del Pilastro, con il terzo capolinea posto in via Fanin in prossimità della Facoltà di Agraria.

La scelta della Linea Rossa come prima linea. I criteri: 

"Coerenza con la pianificazione urbanistica comunale e con le previsioni di sviluppo urbano di Bologna: la linea mette in connessione i principali poli di interesse di livello comunale e sovra comunale, tra cui l’Ospedale Maggiore, la zona del centro storico, la Stazione di Bologna Centrale, la Fiera e la Regione, la Facoltà di Agraria e la zona di F.I.CO e del CAAB" si legge sul sito "un tram per Bologna".

"La linea collega aree su cui sono previsti nuovi insediamenti urbanistici e nuclei residenziali molto importanti come Borgo Panigale, Santa Viola, la Bolognina, San Donato e il Pilastro, garantendo quindi agli stessi un’accessibilità sostenibile e di qualità; dall’esame dei carichi complessivi stimati dal PUMS si evince che si tratta della linea per la quale è prevista la maggiore domanda di trasporto, proprio in ragione degli importanti attrattori serviti dalla stessa e dalla significativa quota di popolazione servita; la Linea Rossa, pertanto, è compatibile con l’adozione della tecnologia tranviaria e assicura un’elevata redditività economico-sociale e la sostenibilità tecnico-economica dell’intervento, contribuendo agli obiettivi indicati dal PUMS in modo significativo; la Linea Rossa garantisce sovrapposizioni minime ad altri progetti in corso di realizzazione o già finanziati (tra cui il TPGV Crealis e PIMBO) e pertanto consente l’attivabilità del progetto in tempi certi".

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