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Transenne in Piazza Scaravilli: "Qui il covid non esiste? Non servono, si sposteranno altrove"| VIDEO

Dopo Piazza Verdi, chiude anche Scaravilli. La decisione all'unanimità è stata presa in Prefettura. Cosa ne pensano residenti e studenti

 

Un'altra piazza chiusa. Piazza Scaravilli, nel cuore della zona universitaria, verrà transennata, come è già accaduto per Piazza Verdi. Dalle 18 vietata la sosta e serrande giù per tutti i negozi. La decisione all'unanimità è stata presa ieri, 3 febbraio, dal Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica in Prefettura dopo i diversi assembramenti segnalati negli ultimi giorni. 

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"In questa zona sembra che il covid non esista, è tornato tutto normale - ha detto a Bologna Today Raffaella dell'edicola di via Belle Arti - da Piazza Scaravilli si sono spostati qui, ci sono diversi gruppi che fanno baldoria sin dal pomeriggio". 

Pareri discordanti tra gli studenti: c'è chi è non è d'accordo perchè è "l'ultimo luogo rimasto per incontrarsi", chi crede che non serva perchè "chiusa Piazza Verdi, ci si sposta, non è come giocare a guardia e ladri, il problema è alla base, bisognerà fare leva su altro con maggiori controlli". 

E poi c'è chi invece trova la chiusura un provvedimento giusto: "Di giorno si sta bene, ma la sera dalle 6 in poi... Capisco che gli universitari vogliano uscire, ma ci sono delle norme e non è giusto nei confronti degli altri italiani, probabilmente si sposteranno, il punto è  provare a fare qualcosa o meno". 

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"Per me questo è un giorno molto triste - dice Otello Ciavatti delle Comitato Piazza Verdi - quando si arriva a dover transennare le piazze dell'università, dove dovrebbe esserci la socializzazione, è un segnale molto negativo, è un segnale che le cose non stanno andando bene, per colpa degli irresponsabili". 

"Risulta paradossale l'ipotesi che sia l'università a espletare sanzioni accademiche agli studenti che si trovano la sera in Piazza" ha scritto in una nota Lorenzo Baldino, coordinatore di Link Bologna – Studenti Indipendenti "l'università non è un'istituzione legittimata a eseguire misure di ordine pubblico, perlopiù riguardo fatti avvenuti fuori dalle sue mura. Quest'idea risponde ad una logica giustizialista del punire per il punire, del dare la possibilità di esperire sanzioni a chiunque e senza limiti. "In un’emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo, l’unica risposta per tutelare la salute pubblica non può essere quella repressiva" continua "è necessario un processo di responsabilizzazione collettiva e condivisa che coinvolga tutti nella tutela della sicurezza di chi ci circonda.".

"Inoltre bisogna garantire la possibilità di una socialità alternativa e sicura che non aumenti il rischio di contagio", conclude Lorenzo. "Per esempio, oltre alla riapertura di bar e ristoranti, vorremmo rivedere aperti i circoli e gli spazi di aggregazione slegati dal consumo con le stesse misure di tutela e distanziamento applicate negli esercizi commerciali.".

(foto e immagini da residenti, Otello Ciavatti e comitato Piazza Verdi)

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