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Trasporti, protesta in piazza Maggiore: "No a privatizzazione sosta" | VIDEO

Presidio promosso in occasione dello sciopero nazionale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna

 

Non solo la questione del rinnovo del contratto, scaduto ormai da tre anni, che riguarda qualcosa come 100mila lavoratori in tutta Italia. Sulla protesta bolognese di questa mattina dei lavoratori del Trasporto pubblico locale, promossa in occasione dello sciopero nazionale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna, pesano anche le numerose questioni che si agitano sotto le Due torri.

"Crediamo sia in atto una dismissione del ruolo pubblico dei trasporti nel nostro territorio", lancia l'allarme Andrea Matteuzzi, segretario Filt di Bologna. Sul piatto, oltre alle questioni emerse negli scorsi mesi e nelle scorse settimane, come l'incognita delle ex officine Ogr (ora Omc) e l'ingresso sul mercato di Uber, è esplosa anche la questione della sosta a Bologna, attualmente gestita da Tper, ma che passerà alla cordata Sct dopo che l'azienda dei trasporti bolognesi non è stata ammessa alla gara indetta d'appalto. E così la protesta di questa mattina, proprio davanti a Palazzo d'Accursio, si è focalizzata a monte contro la decisione del Comune di Bologna di mettere a gara il servizio".

Ma i manifestanti ne hanno anche per Tper. E' colpa di un "suo" errore, infatti, la causa della mancata partecipazione alla gara, vinta poi dall'unico concorrente rimasto (il raggruppamento Sct, formato da Sct group, Abaco e Engie), "ci troviamo di fronte sostanzialmente alla privatizzazione del reparto sosta", attacca Maurizio Buzzoni, segretario regionale Faisa, che definisce l'operazione uno "scandalo".

Sebbene ci sia "la clausola sociale che garantisce i contratti aziendali vigenti anche nella nuova gestione", il rischio è che "nel tempo si modifichi questa situazione, anche perché Tper è una cosa, questi li conosciamo poco. Sappiamo che hanno delle gestioni (Sct, ndr) in giro per l'Italia, però la storia bolognese rispetto all'attività del tpl legato alla sosta era consolidata, un trend strategico anche per l'azienda che garantiva il controllo e l'efficienza della sosta", dice ancora Buzzoni.

Le conseguenze di questa decisione riguarderanno circa 130 dipendenti tra accertatori ed addetti ai contrassegni: 130 famiglie "vittime di un errore" imputato a Tper. Il settore dei trasporti locali dovrebbe poi essere maggiormente tutelato anche dal punto di vista della sicurezza, anche perché nel periodo della pandemia "i lavoratori non si sono mai fermati- ricorda Massimo Colognese, segretario regionale Filt-Cgil- per questo vogliamo anche dal punto di vista contrattuale un riconoscimento per quello che questi lavoratori hanno fatto", nonostante non ci sia una visione unica sulla messa in sicurezza dei veicoli. Ad esempio, Colognese cita l'esempio della 'catenella', ovvero la postazione di guida isolata, che in Emilia-Romagna "due aziende hanno tenuto, mentre altre due si sono comportate diversamente e hanno la postazione di guida non isolata. Per questo abbiamo organizzato alcuni scioperi contro Seta (l'azienda di Reggio Emilia, Modena, Piacenza), e Tper a Bologna, perché questo settore va tutelato. In quest'ottica abbiamo chiesto alla sanità della Regione di inserire i lavoratori di questo settore tra le categorie che devono essere vaccinate, come sono in effetti dei servizi essenziali", conclude Colognese. (Dire)

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