Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore: 'Si rischia di affossare il Sistema Ferroviario Metropolitano'

'Previsto un intervento costoso, tutto a favore del traffico veicolare che bloccherà la linea per anni': così Legambiente: così che chiede che resti aperta la possibilità della creazione futura di un secondo binario

Sono oltre 4.000 i cittadini che quotidianamente usano questa linea per raggiungere il posto di lavoro o la scuola, preferendo il trasporto pubblico al proprio mezzo privato, e togliendo quindi traffico dalle strade e inquinamento dall’aria. Una linea nodale per il disegno complessivo del trasporto pubblico bolognese che potrebbe aumentare l'utenza con il miglioramento del servizio e l'aumento delle frequenze.

Secondo l’associazione ambientalista il progetto che la Giunta bolognese sta per varare non porterà grossi miglioramenti nella qualità del servizio per i pendolari: a fine lavori si ritornerà infatti ad un servizio ferroviario immutato nelle modalità, nei tempi di percorrenza e nei mezzi circolanti, la maggior parte con motori diesel, e soprattutto che renderà impossibile il raddoppio della linea in futuro, l'unica vera necessità per migliorare il servizio in modo strutturale e ridurre le frequenze. 'Si perde quindi una preziosa occasione per andare verso un disegno complessivo della mobilità urbana che possa ridurre il traffico privato.'

A fronte delle disponibilità di risorse, pari a 41 milioni di euro di investimenti - incalza l'associazione - 'è stato già previsto di non ultimare la fermata di via Libia (che verrebbe realizzata “al grezzo”, quindi non operativa). Sempre per questioni economiche non viene inoltre presa minimamente in considerazione la creazione di un secondo binario, indispensabile per riqualificare il trasporto ferroviario su quella linea: il progetto non prevede nemmeno di mantenere il sedime, impedendo così ogni possibile intervento futuro di raddoppio della linea.'

La complessità del progetto condurrà poi a lunghi tempi per la fine dei lavori, - aggiunge Legambiente -  e alla sospensione totale del servizio tra le stazioni Roveri e Bologna Centrale per circa due anni e mezzo: un catastrofico blocco dei servizi di trasporto pubblico che rischia seriamente di affossare l’intero servizio di trasporto ferroviario metropolitano.'

Ambientalisti e comitati dei pendolari chiedono invece che venga progettato un sovrappasso ferroviario alternativo al tunnel sotto via Libia, cosa che porterebbe anche a una riduzione dei costi; che siano ridotti i tempi di sospensione del servizio; che sia realizzata anche la fermata di via Libia per l'ospedale Sant'Orsola; che siano previsti incroci di scambio per consentire da subito l'incremento delle frequenze del servizio; che sia mantenuta valida la possibilità in futuro di realizzare il doppio binario

Tra pochi mesi la Conferenza dei Servizi si esprimerà definitivamente decidendo se dare il via agli interventi previsti sulla linea: l’auspicio è che 'si punti intelligentemente sul SFM, creando le condizioni per una reale alternativa all’uso dell’auto, per la tutela della salute collettiva e per le esigenze di mobilità sostenibile di una città come Bologna.'

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