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"Demansionato poco prima della pensione": il caso del macchinista all'ispettorato del lavoro

La vicenda vede convolto un macchinista Trenitalia-Tper con 38 anni di servizio

L'Ispettorato del lavoro vuol capirci di più nella storia di Luciano Ciriello, il macchinista in forza a Trenitalia-Tper, che aveva chiesto -data l'età- di essere dispensato dai turni più faticosi ritrovandosi assegnato ad un ufficio a mettere fogli nelle buste. Cioè, "demansionato e 'messo a terra'" dopo 38 anni alla guida dei treni, come hanno scritto gli oltre 40 colleghi di Ciriello in una lettera al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e al sindaco di Bologna, Virginio Merola, chiedendo di impedire quella che hanno chiamato una "odiosa prepotenza aziendale".

Ciriello ha un certificato dell'Ausl che lo giudica idoneo al lavoro di macchinista ma non ai turni notturni, eppure non concluderà la sua carriera alla guida di un locomotore. Per questo ha anche presentato un esposto all'Ispettorato del lavoro che gli ha fatto sapere oggi di aver preso in carico la sua segnalazione e quindi a breve lo convocherà per ascoltarlo.

Intanto, la sua vicenda sta arrivando 'lontano': i colleghi, tutti rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), stanno diffondendo la lettera a Merola e Bonaccini a quanti lavorano nelle ferrovie. Del resto, la vicenda è ritenuta emblematica dai delegati per la sicurezza perché Ciriello, anche lui Rls, voleva far valere un diritto previsto dalle norme: una mansione rispettosa dell'età e delle condizioni di salute.

Ciriello aveva anche chiesto all'azienda che almeno il suo ultimo giorno di lavoro fosse alla guida di un treno. Proprio oggi è stato l'ultimo di lavoro effettivo, da domani smaltirà le ferie arretrate, ma -a quanto appreso dalla 'Dire'- era pronto a rinunciare all'ultimo giorno di vacanza per passarlo alla guida di un treno, tuttavia questa proposta non sarebbe accoglibile.

Ciriello ha deciso di rivolgersi all'Ispettorato del lavoro perché ritiene che il suo 'caso' abbia una valenza che va oltre la vicenda personale. Se una volta un macchinista andava in pensione a 58 anni, con la riforma Fornero le cose sono cambiate. E Ciriello, ormai in pensione con il meccanismo di quota 100, con il suo caso 'parla' dei macchinisti in servizio in eta' molto avanzata ma non sempre con turni di lavoro differenziati in base all'età.

Ecco perché il suo caso, (appunto un adeguamento del suo impiego in base alle prescrizioni e all'età) farebbe 'scuola', come evidenziato ieri dai colleghi Rls. Decidendo di destinarlo ad un ufficio, come affermano i delegati solidali con Ciriello, si configura "una azione grave e umiliante per chi la subisce, e intimidatoria verso tutti i lavoratori, che si guarderanno bene dal segnalare disturbi o malesseri in futuro".

In ufficio, comunque, Ciriello ci è rimasto un giorno solo: gli è bastato. A chi gli ha parlato avrebbe confidato una grande fatica nel cambio di mansione. Le oltre 40 firme in suo sostegno sono state raccolte in 48 ore, ma chi ha lanciato la petizione assicura che, con più tempo, avrebbero potute essere il doppio. "Ci aspettiamo che le Istituzioni intervengano per rimediare a questa situazione: per farlo basta un minuto" dicono i promotori della raccolta firma in attesa di un segnale da Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna. (Mac/ Dire)

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