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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Triage, pronto soccorso Emilia-Romagna: arriva il codice azzurro

Non più 4, ma 5 codici di priorità, "che terranno conto non solo del livello di criticità di chi arriva in Pronto soccorso, ma anche della complessità clinico-organizzativa"

Non più 4, ma 5 codici di priorità, "che terranno conto non solo del livello di criticità di chi arriva in Pronto soccorso - fanno sapere da viale Aldo Moro - ma anche della complessità clinico-organizzativa e dell’impegno assistenziale necessario per attivare il percorso, in modo da ottimizzare il “flusso” dei pazienti e migliorare l’esperienza di presa in carico". 

È questa la novità introdotta dalle Linee di indirizzo per il triage nei Pronto soccorso dell’Emilia-Romagna, approvate dalla Giunta regionale. Ai colori rosso, arancione, verde e bianco, si aggiunge ora l’azzurro (tra l’arancione e il verde) "che indica un’urgenza differibile, con 60 minuti come tempo di attesa massimo per la presa in carico". 

"L’adozione di questo nuovo sistema di triage, in coerenza con le Linee di indirizzo nazionali, si ispira a un modello di approccio globale alla persona e ai suoi familiari, che consentirà un uso ancora più appropriato delle risorse umane e strumentali, in base alla complessità della casistica e la piena attuazione di alcune soluzioni organizzative o di percorsi specifici - spiega la Regione - L’obiettivo è individuare la priorità d’accesso alle cure e indirizzare il paziente verso percorsi diagnostico-terapeutici sempre più appropriati".

La nuova modalità parte dal 1° ottobre prossimo, dopo un periodo di formazione del personale sanitario e interventi di adeguamento informatico

“Un ulteriore passo avanti per migliorare l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti che accedono ai Pronto soccorso della nostra regione, che come ben sappiamo rappresentano il principale punto di riferimento per i bisogni sanitari urgenti dei cittadini- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Le nuove Linee di indirizzo, con le novità che introducono a partire dal nuovo codice colore e dai servizi di accoglienza e informazione nel caso delle strutture con un’alta casistica, vanno nella direzione di accelerare la presa in carico del paziente e garantire i percorsi di diagnosi e cura più appropriati, anche con un’attenzione particolare alla formazione del personale”.

I 5 codici colore delle nuove Linee di indirizzo

I codici colori vengono assegnati duranti il triage, con cui si garantisce che l’accesso alle cure avvenga secondo criteri di priorità (codici colore o numerici) ed equità. La valutazione di triage rappresenta un momento fondamentale anche per l’accoglienza e il riconoscimento di situazioni di fragilità, che richiedono l’attivazione di percorsi in grado di fornire sostegno e agevolare la presa in carico in ambito sanitario, assistenziale e sociale. È il caso, ad esempio, di maltrattamento e abusi su minori e donne, e casi di disturbi della sfera psichica.

Le nuove Linee di indirizzo prevedono dunque cinque codici colore: rosso (per l’emergenza, richiede una valutazione immediata da parte dei sanitari); arancione (urgenza indifferibile, 15 minuti come tempo di attesa massimo per la presa in carico); azzurro (urgenza differibile, 60 minuti tempo d’attesa massimo); verde (urgenza minore, 120 minuti); bianco (non urgenza, 240 minuti). Il metodo di triage a 5 diversi livelli di priorità rappresenta il “gold standard” internazionale ed è propedeutico alla creazione di percorsi che tengano in considerazione la complessità clinica, l’intensità assistenziale e le risorse impiegate, consentendo inoltre l’individuazione di 3 diversi flussi di post triage (alta, media e bassa complessità).

Il triage è una “funzione” di competenza infermieristica; nella definizione della priorità si tiene conto del problema di salute principale, del livello di criticità, del rischio di evoluzione clinica peggiorativa e del percorso di cura più appropriato. Alla definizione del codice colore concorreranno ulteriori fattori, quali il livello di dolore, l’età, il grado di fragilità e/o disabilità, particolarità organizzative e di contesto locale. Si tratta di un processo dinamico, che implica rivalutazioni periodiche, poiché le condizioni cliniche dei pazienti in attesa di essere presi in carico dai medici possono migliorare o peggiorare, in modo da richiedere una rivisitazione del livello di priorità e/o del percorso di cura.

Novità negli standard strutturali e organizzativi

La funzione di triage deve essere sempre attiva durante l’orario di attività del Pronto soccorso. Ciascuna struttura necessita di una postazione di triage funzionale all’attività della struttura stessa. Per questo, nei Pronto Soccorso con un’elevata casistica è prevista la realizzazione di servizi di accoglienza/informazione (per esempio, con la collaborazione con associazioni di volontariato) in supporto alla gestione della sala di attesa. Questo servizio avrà una funzione di orientamento e le persone dedicate dovranno essere appositamente formate. Il loro compito sarà garantire la massima tempestività nel contatto tra pazienti e personale sanitario.

Risorse umane

Per quanto riguarda le risorse umane, come previsto dalla precedente delibera della Giunta regionale, è previsto che nei Pronto soccorso con un’affluenza superiore a 20.000 accessi l’anno il triage sia svolto da infermieri dedicati a questa funzione in maniera esclusiva. Nelle strutture con un numero inferiore di accessi è invece previsto che il triage venga fatto, in modo non esclusivo, da un infermiere del Pronto soccorso. In base alle Linee di indirizzo, inoltre, viene stabilito che il numero di infermieri dedicati sia incrementato in base al numero di accessi e modulato anche in relazione alle diverse fasce orarie/giorni della settimana prevedendo, quando necessario, un’unità dedicata alla rivalutazione.

Gli infermieri che svolgono attività di triage dovranno aver svolto un percorso formativo appositamente creato per acquisire le conoscenze e le competenze necessarie a implementare le nuove modalità organizzative di triage.

Covid-19 e la definizione di percorsi nei Pronto soccorso

La Regione ha definito con appositi atti, percorsi distinti e sicuri all’interno delle strutture di Pronto soccorso. In questo scenario, il personale di triage, coadiuvato dal personale di pre-triage, ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nel riconoscere segni e sintomi della patologia e nel governare, all’interno della struttura, i flussi e i percorsi dedicati alla presa in carico di soggetti con sospetto Covid-19 e quelli per i cittadini con altre esigenze assistenziali. 

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