Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Trivelle, energia, gas: asse Pd con le opposizioni, scontro in Regione

M5S si oppone alla liaison tra Pd-Lega-Fi e Fdi sulla riattivazione delle trivellazioni in Adriatico. Anche Coraggiosa, Verdi hanno votato contro

Maggioranza inedita in Regione Emilia-Romagna pro trivelle. Ma anche maggioranza spaccata in viale Aldo Moro. L'Assemblea legislativa ha votato oggi, e "ad ampia maggioranza" (segnala Fdi), la risoluzione con cui chiedeva un impegno della giunta a favorire la riattivazione delle trivellazioni in Adriatico sulle piattaforme esistenti.

Marco Lisei, capogruppo Fdi, ha accettato gli emendamenti proposti dal dem Gianni Bessi, e la risoluzione è stata quindi firmata da Pd, da Lega e Forza Italia. E così, annuncia con soddisfazione Lisei, "dopo un'accesa discussione, la risoluzione ha trovato il voto favorevole di gran parte dell'aula, con eccezione di Coraggiosa, Verdi e M5s che hanno votato contro".

Il che vuol dire che è passata la proposta Fdi, ma anche che "la maggioranza si è spaccata", rimarca Lisei parlando di "grande soddisfazione per il voto favorevole. Per noi, le bollette degli italiani sono una priorità, e la riattivazione delle estrazioni nell'Adriatico costituiscono una grande possibilità per aumentare l'autonomia energetica.

E amcora: "Oggi c'è una crisi energetica che non possiamo ignorare, è chiaro che il percorso sulle rinnovabili è tracciato, ma nel frattempo dobbiamo in qualche modo intervenire. Estrarre il gas in Adriatico è una delle possibilità". Fa eco la Lega. "Una reale sovranità politica per un Paese deve passare da una sovranità energetica. Fino ad oggi abbiamo creduto alle sirene ideologiche che ci raccontavano che l'Italia era priva di materie prime e così siamo rimasti ancorati sostanzialmente a una sola fonte energetica e a un solo fornitore. Ma gli eventi degli ultimi mesi ci hanno aperto gli occhi. Bene quindi l'impegno della Giunta per procedere con l'estrazione di gas nell'Adriatico", dice Emiliano Occhi.

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Anche la Lega dunque in aula ha detto "sì" alle attività estrattive a Ravenna. "La nostra volontà è quella di conciliare i processi industriali con la capacità di portare avanti i nostri obiettivi nazionali. E l'esperienza ci dice che alcuni settori, come quello del cemento o delle vetreria, non possono andare avanti senza il gas. A meno che non vi sia un cambio epocale nella produzione", afferma Occhi.

E insiste: "Occorre chiarire il fatto che non c'è reale dicotomia tra fonti rinnovabili o fonti fossili. Tutti crediamo che dobbiamo puntare sulle rinnovabili, che andranno gradualmente sostituire le fonti fossili, ma il tema è in che modi e in che tempi. Oggi non siamo pronti per farlo nell'immediato e dobbiamo correre ai ripari. Bene quindi l'unione di intenti all'interno della Regione per procedere con l'estrazione di gas nell'Adriatico", sottolinea l'esponente del Carroccio. "Un aumento di qualche miliardo di metri cubi a livello nazionale avrebbe degli effetti positivi sulla filiera nazionale, su quella emiliano-romagnola e quella ravennate", segnala infine Occhi.

M5S: "Alla prima difficoltà si torna indietro"

Al Movimento 5 stelle piace pochissimo "l'anomala alleanza tra Pd, Lega e Fratelli d'Italia" formatasi oggi. "Un pessimo segnale per la transizione ecologica, nonché un'inversione di 180 gradi rispetto alla linea tenuta dalla Regione fino a qualche tempo fa sul no deciso a nuove estrazioni di gas in mare", scuote la testa Silvia Piccinini, capogruppo in viale Aldo moro dei 5 stelle, dopo l'ok alla risoluzione di Fdi.

La convergenza Pd-Fdi-Lega-Lista Bonaccini-Forza Italia "ci preoccupa perché di fatto sconfessa anche quanto sostenuto dal presidente Bonaccini poco più di un mese fa quando aveva dichiarato la sua assoluta indisponibilità a parlare di nuove autorizzazioni per le trivellazioni", dice Piccinini.

Eppure, il Pd "ha deciso di bocciare" la linea no-trivelle dei 5 stelle, "scegliendo di votare quella presentata dalla destra. Quello che ci preoccupa è che questa nuova alleanza sul gas che si è creata oggi in Assemblea legislativa possa rallentare, se non bloccare, quel processo di transizione energetica ed ecologica che prevede impegni molto stringenti sulle rinnovabili".

Soprattutto se "davanti alla prima difficoltà si sceglie di ritornare ad adottare soluzioni retrograde e che guardano al passato". Per il M5s, "continuare ad estrarre gas in Adriatico attraverso la creazione di nuovi pozzi, non risolverà come hanno ben spiegato sia Draghi che Cingolani, il problema della nostra indipendenza energetica dal gas russo: una questione sia di tempistiche e di disponibilità ci consentirebbero solo un anno di autonomia e con tempistiche nemmeno immediate", avvisa Piccinini. (Mac/ Dire)

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