Cronaca

Tromba d'aria sull'Emilia: si contano i danni, una nuova emergenza, ancora maltempo oggi

Ancora inagibilità delle case: dopo l'incubo del terremoto 33 persone solo nel bolognese hanno dovuto dormire fuori. Incontro urgente in Regione

Dopo la tromba d'aria che ha colpito il bolognese e il modenese l'altro ieri, l'Emilia si appresta a fare un nuovo conto dei danni. Da compilare c'é un ennesimo bollettino di emergenza per una terra che si avvicina all'anniversario del sisma e che, ancora una volta, ha suo malgrado a che fare con parole come 'crollo', 'evacuati', 'ricostruzione'. Come se non bastasse la provincia di Ferrara è stata svegliata poco dopo le 7 da una scossa di magnitudo 3.8, senza conseguenze, ma avvertita nettamente dalla gente lungo quasi tutto il cratere.

IN TANTI ANCORA FUORI DALLE LORO CASE. Sono 119 le persone che, tra Modenese (86) e Bolognese (33), hanno dovuto passare la notte fuori di casa per inagibilità, gran parte sono poi rientrate grazie ad interventi tempestivi. Ammonta comunque a diversi milioni il valore delle lesioni, non solo abitazioni con il tetto parzialmente o totalmente scoperchiato dal vortice, ma anche capannoni e casolari agricoli, strutture industriali. E se i feriti alla fine risultano essere poco più di una dozzina, nessuno grave, è l'agricoltura a lamentare il quadro peggiore. Coldiretti valuta se chiedere lo stato di calamità: oltre al vento, la grandinata ha rovinato frutteti e colture.

UN INCONTRO URGENTE PER ATTIVARE LE PROCEDURE NECESSARIE. La Regione ha annunciato un incontro urgente per attivare le procedure necessarie alla dichiarazione di "evento calamitoso", mentre la Protezione Civile ha ribadito che dopo le recenti frane e alluvioni ci sono ulteriori elementi per chiedere lo stato di emergenza. Ieri sera il presidente della Regione, Vasco Errani, ha visitato i luoghi colpiti, lunedì sarà completato il rapporto d'evento.

OGGI ANCORA MALTEMPO E TEMPORALI. Intanto per oggi si annunciano piogge e temporali, motivo per cui sono subito scattati i lavori per la messa in sicurezza e per riparare e coprire con teli le aperture sui tetti. "E' un altro terremoto", spiega il sindaco di Mirandola, Maino Benatti. Se San Martino Spino era stata una delle frazioni meno rovinate dal sisma, ci ha pensato la tromba d'aria "a equipararla alle altre", dice amaramente. Gravi danni sono stati registrati alla scuola, all'area artigianale, al centro sportivo. Lì ieri c'era una squadra di calcio, 14 bimbi tra i nove e gli 11 anni pronti a giocare: all'arrivo del vortice hanno trovato rifugio in uno spogliatoio, grazie alla prontezza di riflessi dei dirigenti della Sammartinese. Che era una cosa seria, per il presidente Riccardo Martinelli, "l'avrebbe capito chiunque: abbiamo visto i container di una struttura vicina che volavano a diversi metri di altezza e si rincorrevano per aria".

PAURA A SAN GIORGIO DI PIANO. Anche l'alto Bolognese ha vissuto scene simili: "E' stato terribile, non c'é più un albero in piedi, e dire che erano grandi, avevano radici enormi", racconta Anna Clara Cataldi, proprietaria di un omonimo palazzo settecentesco a Cinquanta di San Giorgio di Piano, a cui la tromba d'aria ha portato via il tetto. "Non ne possiamo più, vogliamo solo rialzarci e tornare alla normalita", dice Rita Cerchi, consigliere comunale del Pd a Mirandola, residente a San Martino.

Lunedì verrà completato il Rapporto d'evento, con una prima stima dei danni: sarà consegnato ai tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione civile che torneranno qui per questa nuova emergenza. Un'istruttoria tempestiva, affinché il Governo possa dichiarare lo stato d'emergenza nazionale, come richiesto dal presidente Errani". Lo spiega l'assessore regionale alla Protezione civile dell'Emilia-Romagna, Paola Gazzolo. I danni più ingenti della tromba d'aria, che riguardano soprattutto abitazioni e aziende, si sono verificati ad Argelato, Bentivoglio, San Giorgio di Piano e San Pietro in Casale nel Bolognese, a Castelfranco Emilia e Mirandola nel Modenese. "Sono comuni delle aree terremotate, e quindi doppiamente colpiti", sottolinea l'assessore. Più di un centinaio le persone uscite di casa la scorsa notte (119), di cui 86 nel Modenese e 33 nel Bolognese. La maggior parte ha trovato autonomamente una sistemazione da amici e parenti, le altre sono state assistite e accolte prevalentemente in albergo. Gran parte, informa la Regione, rientra a casa già entro oggi, "grazie agli interventi tempestivi dei vigili del fuoco, delle amministrazioni comunali e degli stessi cittadini che hanno provveduto direttamente, laddove possibile, a riparare i danni e proteggere i tetti scoperchiati".

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