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Falso stato di crisi per truffare l'Inps: sequestro da 3 milioni di euro a cooperativa

Secondo la GDf, nonostante i contratti di solidarietà, avrebbero impiegato ugualmente i lavoratori e non versavato oneri previdenziali dovuti sulle ore lavorative in eccedenza

Sequestrate disponibilità finanziarie per  3 milioni di euro, nei confronti di due soggetti, F.A. 77anni, e S.K. 44, entrambi residenti in Provincia di Bologna, nella loro qualità di Presidente e Vice Presidente del C.d.A. di una cooperativa di servizi, con sede a San Lazzaro di Savena.

Su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, Dott. Domenico Truppa, in base alle indagini della Guardia Finanza di Bologna, sono ritenuti responsabili di aver escogitato, tra il 2013 ed il 2016, una ingente truffa ai danni dell’I.N.P.S..

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della Procura della Repubblica nella persona del Sostituto Procuratore Dott. Flavio Lazzarini, ha accertato che "gli amministratori della cooperativa, che opera nel settore delle pulizie, con contratti di appalto stipulati con aziende di trasporto nazionale e locale, simulando uno stato di crisi aziendale, avessero richiesto e ottenuto dall’I.N.P.S., l’applicazione di 'contratti di solidarietà' che, al fine di evitare licenziamenti, prevedono una riduzione dell’orario di lavoro in favore dei propri dipendenti e l’ottenimento di uno specifico contributo".

Secondo gli approfondimenti investigativi svolti dalle fiamme gialle di Bologna la cooperativa, nonostante la concessione della forma di ammortizzatore sociale, avrebbe continuato a "impiegare i propri dipendenti per l’intero orario di servizio, giustificando la retribuzione delle ore in eccesso, rispetto a quelle stabilite nei suddetti contratti, come se fossero somme elargite a titolo di “rimborsi” o “trasferte”, remunerando irregolarmente le ore di straordinario svolte dal personale".
Grazie allo stratagemma - riferisce la GDF - "gli amministratori della cooperativa hanno ottenuto dall’Istituto di Previdenza contributi, a seguito dell’applicazione dei contratti di solidarietà, per un importo totale di circa 3 milioni di euro omettendo però il versamento degli ordinari oneri previdenziali dovuti sulle ore lavorative eseguite in eccedenza per ulteriori 2,5 milioni di euro".

 

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