Risparmiatori truffati con lo "schema Ponzi": le Fiamme Gialle chiudono sito web, quattro indagati

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, i risparmiatori erano riusciti solo in un primo momento a recuperare il denaro e a trasferire gli interessi maturati

Avrebbero voluto far fruttare i propri risparmi, ma sono caduti nella “trappola”, fino a quando non sono intervenuti i militari della Guardia di Finanza di Bologna, coordinati dalla PM Antonella Scandellari. Su disposizione del G.I.P. Rossana Oggioni, le Fiamme Gialle hanno eseguito il sequestro preventivo di un sito internet e di pagine web ad esso collegate attraverso i quali sono state perpetrate truffe e raccolte abusive di risparmi. Con l'accusa di truffa e violazione del Testo Unico Bancario - art 130 - sono indagate 4 persone sulla ci, tra quali un bolognese, ritenuto creatore e gestore della piattaforma. 

"Schema Ponzi"

L'indagine ha preso le mosse dalle numerose denunce presentate da ignari risparmiatori e che hanno portato alla scoperta del cosiddetto "schema Ponzi" che consiste in un' iniziale rendita sul capitale investito, che il promotore finanziario preleva dal versamento di un'altra vittima di truffa. Un sistema che potrebbe avere risvolti su tutto il territorio nazionale. 

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza di Bologna, i risparmiatori, pur avendo libero accesso ai propri portafogli virtuali (“virtual wallet”) e potendo monitorare, nel dettaglio, il capitale iniziale - 35mila euro - e l’andamento dei profitti, erano riusciti solo in un primo momento a recuperare il denaro e a trasferire gli interessi maturati sui propri conti corrente. 

Nel corso delle indagini è emerso che sia la raccolta dei risparmi per finalità di investimento che la collocazione dei prodotti finanziari fraudolenti (in particolare quote di crowndfunding) sono avvenute attraverso una piattaforma finanziaria on-line accessibile da un sito web, ora oscurato, riconducibile a società sprovviste delle necessarie abilitazioni e non conforme alla normativa di settore e al Codice della Privacy.

A fronte di tali gravi, illecite condotte, l’Autorità Giudiziaria ha emesso decreti di perquisizione personale e locale, eseguiti contestualmente al sequestro preventivo del sito web e finalizzati all’acquisizione di ulteriori elementi investigativi.
 

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