Cronaca

Come digitale e pandemia hanno cambiato il turismo: "Sicurezza e salute adesso al primo posto"

Il nostro territorio ha saputo reagire bene, su questo non si discute. Gli attori del turismo riuniti attorno a un tavolo fanno il punto: "Bene l'Appennino e il mare, sofferenza per le città d'arte. I viaggiatori cercano in rete esattamente quello che vogliono, experience incluse"

Il turismo e la tecnologia digitale nell'anno e mezzo segnato dalla pandemia: tutto si è fermato e qualcosa sarà cambiato irreversibilmente dopo lo stop forzato e la rimodulazione di qualsiasi cosa sia legato al settore. E già lo notiamo senza indossare lenti particolari. Lo rilevano anche alcuni attori di quest'area radunati da una call di Big, progetto bolognese focalizzato sulle idee e sulle innovazioni tecnologiche e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. E' stato Fabio Fabbri a mettere intorno a un tavolo Elisa Muratori di CNA; Marco Simonini, cofounder della startup dishcovery; Marco Tamarri responsabile turismo e cultura Appennino Bolognese e l'AD dell'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna Nazareno Ventola. Cosa è emerso? Quale l'apporto della tecnologia nei vari e variegati aspetti che compongono questa fetta di mercato? 

Intanto l'Emilia-Romagna ha risposto bene rispetto ai dati del crollo, con numeri molto buoni per le località di mare (da tutto esautrito) e per l'Appennino e un po' meno buoni per le città d'arte, in linea con quella che è la situazione a livello nazionale: "Chi si sposta oggi cerca un'esperienza su misura, mette in primo piano sicurezza e salute, è diventato un turista destagionalizzato, attento alla sostenibilità ambientale. - il profilo fatto da Elisa Muratori, Responsabile CNA Turismo e Commercio Emilia Romagna - Noi ci focalizziamo su una rappresentanza di tutta la filiera e non solo sul ricettivo e l'industria turistica tradizionale. Andiamo dai servizi al turismo ai trasporti, dagli stabilimenti balneari all'impresa nautica, passando per l'artigianato artistico e il made in Italy. Cosa abbiamo notato? Che le strutture attente alla salute e alla sicurezza sono quelle più quotate, segno di come la pandemia abbia spostato dei pesi. Che i turisti oggi cercano quello che vogliono e per farlo usano la rete, tra piattaforme e applicazioni ad hoc. Che amano le esperienze dirette cercando di fondersi con il territorio. Che il voto da dare alla nostra regione è alto". 

Marco Tamarri, responsabile turismo e cultuta Appennino, conferma il successo delle altitudini: "Siamo stati protagonisti in questo periodo di un recupero straordinario grazie alla riscoperta della prossimità. I progetti sui cammini sono stati straordinariamente apprezzati e si è raggiunto l'equilibrio con un mondo che stavamoo guardando solo dalle finestre e dai balconi. La panemia alla fine ha rappresentato un'occasione importante per ripresentare il nostro Appennino ai bolognesi (e ai toscani). Certo, non siamo un 'divertificio' come la Riviera, ma il luogo del silenzio e dell'ascolto, il cammino è la scoperta di una natura viva e non addomesticata. L'idea originale è stata premiata con risultati incredibili e gli eventi nati in questo anno e mezzo penso resteranno anche dopo la pandemia. Abbiamo imparato a vivere un turismo più sostenibile, più lento e vicino alla natura. Insomma, non stiamo parlando dell'Appennino per lo smartworking dei fine settimana, ma andiamo ben oltre". 

"Siamo passati da 25/30 mila persone al giorno oltre agli accompagnatori a poche decine di viaggiatori, con un unico volo per Roma che collegava Bologna al resto del mondo".  Le parole di Nazareno Ventola, AD dell'aeroporto di Bologna, riportano dritte al periodo più duro della pandemia. Ricordiamo tutti le immagini del Marconi deserto: "Il crollo del turismo internazionale resta più o meno simile in tutto il mondo e con il senno di poi avremmo potuto fare grandi cose. Ma come prevedere una cosa del genere? E' stato uno shock e il nostro primo obiettivo è stato quello di mettere in sicurezza sia il nostro personale che i nostri passeggeri cercando di inventare tutto nel giro di poche settimane dovendo restare aperti perchè infrastruttura strategica. E i dati del 2020 ci sono arrivati da non molto: una flessione del 40% rispetto a quelli al 2019". 

Tornando al digitale, c'è l'esperienza di Marco Simonini, che giocando un po' con l'inglese ha cavalcato l'onda digitale accelerata dalla pandemia e con la startup Dishcovery che ha fondato con altri soci ha sviluppato l'idea giusta nel momento giusto, riuscendo ad incrementare un business quando tutti gli altri sentivano crisi: "Abbiamo avuto un segno più è vero, ma inizialmente il nostro meno era grande come una casa. Lavoravamo alla creazione di menù digitali multilingua e quando è esploso il delivery perchè tutti eravamo chiusi in casa, abbiamo aggiunto al nostro progetto la possibilità di ordinare e pagare".  

Big è un progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna in collaborazione con l’Associazione Techgarage. Nasce con l’obiettivo di incentivare la libera circolazione delle idee attraverso la contaminazione di conoscenze ed esperienze nel campo dell’innovazione digitale. Punta a contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio favorendo in particolare la crescita dei giovani e la creazione di job opportunities aggregando in un luogo fisico talenti, innovatori e imprenditori.

Elisa Muratori, CNA

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