Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Uccisa dal fidanzato: a Emma la laurea e una sala dedicata, la cerimonia il 23 giugno

La cerimonia nella sede del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia in Palazzo Hercolani, in Strada Maggiore

Emma Pezemo, la studentessa dell'Alma Mater, uccisa barbaramente dal suo fidanzato che poi si è tolto la vita, riceverà una laurea alla memoria da parte della sua Facoltà, che le intitolerà anche un'aula per mantenere vivo il suo ricordo e come simbolo della lotta contro il femminicidio.

La cerimonia è in programma mercoledì 23 giugno, alle 9.30 nella sede del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia in Palazzo Hercolani, in Strada Maggiore. Alla cerimonia interverranno il rettore uscente Francesco Ubertini, le prorettrici Elena Trombini e Chiara Elefante, la direttrice del Dipartimento Claudia Golino, la coordinatrice del corso di laurea in Sociologia e servizio sociale, a cui Emma era iscritta, Paola Parmiggiani e una rappresentante degli studenti del corso, Silvia Mazzaglia. Presente anche l'assessora a Scuola e Pari opportunità del Comune di Bologna, Susanna Zaccaria.

L'intitolazione dell'aula a Emma, spiega l'Alma Mater, "ha l'intento di mantenere vivo il suo ricordo, la sua determinazione e passione per lo studio e per il servizio all'Ateneo. Ma anche di far sì che il suo nome diventi un simbolo della lotta contro il femminicidio e ciò sia traccia indelebile dell'impegno che il Dipartimento e l'intero Ateneo portano e porteranno avanti con sempre maggiore forza per una riflessione collettiva sulla lotta alla violenza di genere, che è uno dei mali più diffusi che pervade la società di oggi". Gli organi accademici, inoltre, hanno approvato ieri la richiesta avanzata sempre dal dipartimento di conferire a Emma, che era in procinto di laurearsi, anche la laurea alla memoria.

Emma, il nostro pugno nello stomaco 

La tragedia che ha investito la nostra studentessa ci scuote, violentemente. Come un pugno nello stomaco. Perchè attraverso Emma oggi siamo costretti a guardare in faccia una realtà terribile. Quella cui ha accennato nel suo intervento anche Ubertini, rammentando che nonostante siano passati già dieci anni da quell’11 maggio del 2011 in cui venne firmata la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, (Convenzione di Istanbul), le vittime continuano a crescere, e l’inferno, il più delle volte privato, è stato reso, lo dicono i dati ISTAT, ancora più spettrale dalla pandemia.

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