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Altra udienza beffa in Egitto: ancora 45 giorni di carcere per Patrick Zaki

Le ultime notizie dal carcere parlano di uno stato psico-fisico. Merola: "Detenzione arbitraria e crudele"

Si va avanti di 45 giorni in 45 giorni. Ieri si è tenuta l'ennesima udienza che, come comunicato oggi, ha rinnovato di un altro mese e mezzo la carcerazione preventiva di Patrick Zaki, lo studente dell'Alma Mater, arrestato all'arrivo a Il Cairo a febbraio del 2020. 

"Questa detenzione risulta sempre più arbitraria e crudele - ha scritto in una nota il sindaco Virginio Merola - bisogna continuare a insistere, ognuno secondo le proprie possibilità. Io continuerò a fare tutto quello che mi è possibile come sindaco di Bologna, la città dei suoi studi che lo aspetta". 

Le ultime notizie dal carcere riferiscono di uno stato psico-fisico critico per Patrick,  accusato di propaganda sovversiva e istigazione al terrorismo, per alcuni post su Facebook da un account che però non sarebbero autentici. 

La difesa aveva ricusato i giudici, ma la richiesta è stata respinta. 

"Aveva ragione l'avvocata di Patrick a chiedere di cambiare i giudici, sostenendo che c'era un accanimento giudiziario. E infatti fino a ieri 14 mesi di detenzione arbitraria che ora diventano 15 e mezzo", dichiara all'agenzia Dire, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International. "Al governo italiano- continua Noury- chiediamo nuovamente di convocare con urgenza l'ambasciatore a Roma per manifestare la protesta per il rinnovo della detenzione preventiva, per esprimere preoccupazione per il suo stato di salute psicofisica, per spiegare bene che la storia di Patrick riguarda anche l'Italia e per chiederne il rilascio immediato e incondizionato".

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