Cronaca

"Lo scatto dentro" reportage alla Dozza: condizioni disumane per agenti e detenuti

Il carcere di Bologna, pensato per 450 detenuti, ne contiene più del doppio. Una quarantina di scatti che parlano di vetture datate, celle, umidità, cucine: il sindacato degli agenti penitenziari non fa sconti alla Dozza

Foto UIl Penitenziari

Non è la peggiore, la maglia nera va a Firenze e a Cagliari, ma la casa circondariale bolognese è totalmente allineata alla media italiana. E' quanto emerge da "Lo scatto dentro", un reportage del sindacato Uil Penitenziari con l'intento di rendere note le condizioni all'interno degli istituti di pena, per gli addetti, ma anche per i detenuti.

La Dozza, pensata per 450 persone, ne contiene più del doppio: le celle sarebbero del tipo "singola", ma sono diventate "tripla" e , in alcuni casi, non si riesce a stare in piedi più di uno alla volta (GUARDA IL VIDEO). A ciò si aggiungono 20-22 ore di ozio. Il segretario generale Eugenio Sarno, un cugino-collega ammazzato 20 anni fa, ha sottolineato come "il carcere fa parte della società. Non vi sono solo criminali incalliti, ma anche l'anziano che ha rubato due scatolette di tonno, senza avvocato, e il padre di due carabinieri che non ha pagato l'Inps ed è recidivo per una condanna di 20 giorni".

Verità taciute, ma il decesso in cella di ieri a Bologna ha fatto notizia: "cause naturali" molto probabilmente, come può accadere ovunque, forse un infarto, nessun scalpore per Sarno, c'è ben altro: ad esempio i 30 suicidi dei detenuti nel 2013 che si aggiungono ai 5 degli agenti. Così la  richiesta di aiuto alla stampa perchè divulghi la realtà.

Non crede che per gli organi d'informazione sia difficile coinvolgere l'opinione pubblica? Per l'equazione, ben ti sta, hai fatto male, quindi devi vivere in queste condizioni?

"E' vero - risponde Sarno a Bologna Today - ma se io a un bolognese dicessi che in un carcere come quello della Dozza si ha un 80% di recidiva, mentre per un carcere ben organizzato come quello di S. Angelo dei Lombardi è del 15%?"

CONDANNA PER L'ITALIA. Il nostro paese è stato condannato più volte dall'Europa per le condizioni delle carceri e dei detenuti e abbiamo tempo fino a maggio 2014 per metterci in regola... Unico provvedimento risolutivo  e immediato per Uil è l'amnistia, spesso avversata dalla politica poichè potrebbe salvare Berlusconi, ma così non è visto che la pena amnistiabile è di un massimo di 5 anni mentre per il cavaliere sono 6. 

IL CARCERE DELLA DOZZA. Una delle realtà più difficili d'Italia priva di un responsabile da mesi: "Il tessuto sociale emiliano consentirebbe sinergie, ma senza titolare... La Dozza è un po' migliorata dalla mia ultima visita nel 2008" quando, a seguito delle denunce, l'allora sindaco Cofferati inviò gli ispettori. E anche a Bologna, 232 sono in attesa di giudizio, 134 in attesa di appello, 65 di Cassazione, 12 incarcerati per mafia, 31 per camorra, 18 per 'ndrangheta e 1 per affiliazione alla Sacra Corona Unita. 481, praticamente la metà, sono condannati con sentenza definitiva e 9 a "fine pena mai", ovvero all'ergastolo. A Bologna sono presenti 550 unità pensate cioè per il numero di persone che il carcere dovrebbe contenere e non per i numeri reali.

Le camere degli agenti sono celle, senza sbarre come a San Vittore "differisce solo il colore degli armadietti: per i carcerati sono arancioni, per la penitenziaria sono blu". Solo al 1° piano le docce sono nelle celle e quindi anche un problema igienico-sanitario. Solo due gli automezzi a disposizionie, vecchi e malfunzionanti.

I COSTI. A Bologna dall'1 gennaio al 30 luglio 2013 sono state effettuate 1.429 traduzioni (spostamenti) e impiegati 6.226 unità di polizia penitenziaria, di cui 4.000 non appartenenti al corpo che non deve avere una mera funzione di custodia, ma è anche "educatore, assistente sociale e talvolta infermiere" sottolinea Sarno "un dato: 800 le vite salvate dagli agenti" che hanno affinato l'orecchio e imparato a riconoscere i rumori "di uno sgabello che cade o un piatto che si rompe" quindi di una vita in pericolo, niente a che vedere con la figura del "secondino torturatore e aguzzino... Riceviamo molti complimenti, ma anche un riconoscimento economico sarebbe gradito". Ogni detenuto costa circa 160 euro al giorno, ma la spesa per il vitto è di 3,40 euro, quindi "le cooperative guadagnano con i supermercati interni che praticano prezzi molti alti", ma non solo, da qui nascono le gerarchie, le affiliazioni: chi può acquistare è più potente e quindi fa proseliti con santini e non "anche se li troviamo all'interno di tutte le celle".   Nel 2000: 43.000 detenuti per 41.000 agenti, oggi sono 67.000 e gli agenti 37.000.

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