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Cronaca

Morte di Umberto Eco, Unibo in lutto. Mattarella: 'Ha arricchito la cultura di ogni latitudine'

L'Università di Bologna dedica la pagina al professore scomparso ieri sera all'età di 84 anni. Sarà ricordato lunedì in apertura di Consiglio comunale

"Se ne è andato l'intellettuale italiano più noto al mondo che a Bologna ha lasciato tracce decisive nel promuovere un'idea di cultura alta e in grado di venire comunicata al tempo stesso". Così il Sindaco Virginio Merola sulla scomparsa di Umberto Eco che sarà ricordato lunedì in apertura di Consiglio comunale. 

I funerali saranno celebrati a Milano, al Castello Sforzesco, il 23 febbraio, la sua città d'adozione e dove è morto. Per anni la sua casa di piazza Castello è stato il fulcro della sua maestosa produzione, e proprio al Castello, martedì 23 febbraio alle 15 sarà salutato dalla città con un rito civile. "Erano le sue volontà". Ha detto il suo curatore editoriale, Mario Andreose e socio a La nave di Teseo editore. Andreose rivela che Eco, "Nonostante la malattia, aveva continuato a lavorare fino alla fine al nuovo libro". Il lavoro, l'ultimo del genio, verrà pubblicato a Marzo.

"Tra I fondatori del Dams, ai tempi in cui Nanni Loi insegnava Televisione e Celati letteratura americana; è stato Presidente della Scuola superiore di studi umanistici di Bologna. Docente di semiotica tra i più noti al mondo, è stato tra i fondatori di Scienza della Comunicazione - continua il sindaco - studioso da Tommaso d'Aquino a James Joyce, esperto di cultura e comunicazione di massa fin dalla pubblicazione nel '64 del celebre Apocalittici e Integrati, ha insegnato semiotica a partire dal 1975. Tra I fondatori del corso di laurea di Scienze della Comunicazione a metà degli anni '90 cui poi molti altri Atenei hanno seguito le orme, ha saputo fare uscire il sapere accademico dalle sole aule universitarie. Famose erano le sue originali lezioni, quando, dopo aver pubblicato 'la struttura assente', di mattina insegnava semiotica e di pomeriggio parlava di narratologia, seguito da un pubblico vasto, non solo di studenti". 

L'Università di Bologna è in lutto: "L’umanità perde un semiologo, un filosofo, un esperto di mass media, un narratore, un grande uomo - scrive in una nota il Rettore dell'Alma Mater Fracesco Ubertini -  la perdita di un Maestro che ne ha innalzato il nome e lo ha fatto conoscere fino ai confini del mondo. Un intellettuale straordinario, profondo e acuto, l’ultimo grande poligrafo, che ha saputo abbracciare la totalità del sapere e che ci ha insegnato che per sovvertire i linguaggi occorreva prima di tutto conoscerli. Il mondo intero piange oggi l’umanista integrale, che ha rivoluzionato la cultura, il profondo indagatore del senso dei segni, delle parole, e della vita". 

Eco era "un uomo libero - per il Presidente Sergio Mattarella - dotato di un profondo spirito critico e di grande passione civile. È stato un protagonista del dibattito intellettuale italiano e internazionale. Nella sua autobiografia si specchia il percorso di ricerca di identità culturale di intere generazioni del dopoguerra - ha scritto nel suo messaggio di cordoglio - interprete, nei suoi anni giovanili, dei fermenti che animarono il mondo cattolico, seppe esprimere in modo creativo nelle sue diverse esperienze la curiosità che lo guidava, sia sul terreno della sperimentazione dei linguaggi, a partire dalla televisione, sia su quello della ricerca semiologica. La critica sociale che ha espresso nei suoi saggi e nei suoi frequenti interventi pubblicistici era figlia di questa capacità di lettura della società contemporanea". "Umberto Eco- continua Mattarella- ha vissuto immerso nelle contraddizioni del suo tempo, senza lasciarsene travolgere. Osservatore acuto e disincantato, scrittore finissimo, anticipatore e sperimentatore di fenomeni e tendenze, si è sempre proiettato nella dimensione internazionale, lontano da ogni chiusura dogmatica o provinciale. I suoi saggi e i suoi romanzi hanno portato grande prestigio all'Italia e arricchito la cultura di ogni latitudine"

"Pur non avendo mai fatto una scelta di militanza stretta, mai quindi inquadrato in un partito, non aveva mai fatto mancare la sua voce sulle questioni principali di politica attiva. A Bologna lo si ricorda con un euro in mano, al Palazzo dello Sport, a sostegno di una nuova Europa, più recentemente sostenne con forza l'idea di fondare una nuova casa editrice indipendente, per contrastare ogni forma di monopolio culturale - continua Merola - famoso al Mondo non solo per i suoi studi di estetica, ma a partire dal Romanzo 'In nome della Rosa', lo ricordiamo soprattutto per aver saputo unire la grande competenza dello studioso, con l'enorme attenzione per la divulgazione del pensiero scientifico e della letteratura"

"Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa..." Il Presidente della Regione Stefano Bonaccini ha voluto salutare Eco con una frase dal suo romanzo più celebre, "Il nome della rosa": "Ciao Umberto Eco. Tra i più grandi" ha scritto su Facebook. “Sarà necessario per tutti noi cercare di capire cosa Umberto Eco ci abbia insegnato di noi stessi, cosa abbia voluto mostrarci della natura più profonda dell’Emilia-Romagna, quale strada ci ha indicato verso un futuro che interpreti la modernità, la prenda per le corna e non la subisca”. Così Bonaccini in una nota: "Nella modernità nella cultura di massa, indicando l’allargamento della conoscenza come un possibile terreno di allargamento della democrazia, per un numero sempre maggiore di cittadini. – continua Bonaccini - Profondità delle riflessione culturale e allargamento della conoscenza, sapere e cultura di massa: seppe individuare a Bologna e nell’Emilia-Romagna il luogo più fertile per realizzare e rendere operoso il proprio ragionamento. Una sfida e una opportunità assieme: la possibilità che cultura e comunicazione siano legate alle nuove forme che la democrazia saprà darsi nell’epoca delle reti. Sollecitandoci a guardare quanto la cultura di massa plasmi le comunità virtuali e quelle reali, i mass media nei quali siamo immersi e le nostre città che percorriamo ogni giorno”. “Umberto Eco ci ha lasciato una sfida – conclude il presidente Bonaccini - che l’Università di Bologna e la regione Emilia-Romagna dovranno cogliere assieme per continuare ad essere fucina di modernità e di innovazione”.

"Con la morte di Umberto Eco scompare un uomo di cultura di spessore, attento ai mutamenti della società e gran cultore del valore delle parole e del peso che hanno nella vita quotidiana delle persone e delle comunità. Intellettuale originale, autore di romanzi che hanno segnato un'epoca e avvicinato migliaia di persone a temi e studi che parevano riservati a pochi. Il legame di Eco con Bologna, la sua Università e la comunità accademica e culturale, ha fatto grande e dato lustro alla nostra città. Ai suoi cari, a tutti quelli che l'hanno conosciuto vanno le mie più sentite condoglianze" ha scritto su Facebook la vice-presidente della Regione Simonetta Saliera. 

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