Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

C’è un ladro nel divano: i bambini raccontano il terremoto in un video

Le testimonianze dei bambini dei paesi colpiti della provincia in un video presentato nel corso di "Senza radici non si vola", la serata che ha unito artisti dei territori abruzzesi ed emiliani accomunanti dal sisma

Le interviste ai bambini di Pieve di Cento, Crevalcore, Galliera, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale e Bologna, realizzate a poche settimane dal sisma, sono diventate il video “C’è un ladro nel divano”, presentato nel corso di "Senza radici non si vola", la serata del 29 ottobre alla Scuderia di Piazza Verdi, che ha visto il gemellaggio artistico dei territori abruzzesi ed emiliani colpiti dal terremoto e la raccolta fondi per la ricostruzione.

C’È UN LADRO NEL DIVANO. 49 interviste realizzate a luglio, a poche settimane dal terremoto emiliano, e l’idea di farne nascere un video-testimonianza visto dai bambini e ragazzi, dai 6 ai 12 anni. Sono di Pieve di Cento, Crevalcore, Galliera, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Bologna e raccontano la loro esperienza: chi credeva fosse un tuono, un carrarmato o un Frecciarossa, o qualcuno sul letto che volesse ammazzarlo, chi un sogno, chi il ristorante sotto casa e chi, appunto, credeva che ci fosse un ladro nel divano. Il video è prodotto dalla Provincia e realizzato dal Future Film Festival, in collaborazione con INGV nell'ambito della campagna "Pronti a ricostruire".

PRONTI A RICOSTRUIRE. L’iniziativa lanciata dalla Provincia di Bologna per promuovere la raccolta fondi in favore di cinque edifici simbolo: il Castello de Ronchi, le Scuole Elementari G. Lodi e il Municipio a Crevalcore, la Scuola Elementare De Amicis e la Rocca a Pieve di Cento. La è riuscita a coinvolgere nella raccolta anche altri Comuni: Granarolo ha donato a Pieve 40.000 euro, mentre dal piccolo Comune friulano di Resia ne sono arrivati 7.000. Tra "Pronti a ricostruire" e gli altre iniziative solidali, invece, Crevalcore ha già superato i due milioni di euro: una donazione di 40.000 euro è arrivata persino da Vaduz, capitale del Liechtenstein.
 

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