Un 'talent show' firmato Unesco, in finale il museo temporaneo navile: "Porte aperte ai giovani, una grande mostra in cantiere"

Con il fondo si potrebbe finanziare una grande mostra dedicata a Zavattini, proprio nel trentesimo anniversario della sua morte. Gli ideatori del museo nato alla Bolognina: "Sarebbe un evento di richiamo e prestigio, un grande omaggio a un grande artista italiano"

Un "talent show" decreterà il miglior progetto nel promuovere la creatività artistica giovanile e, nelle regole, del gioco è la "gente" che decide votando per poi vedere decretato il vincitore durante una serata speciale che si terrà per la prima volta a Bologna.

Non è uno show televisivo (e l'ambizione è tanta), ma un'iniziativa dell'Associazione Giovani per l’UNESCO, costituita nel 2015 come Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO con l’obiettivo di supportare le attività della Commissione nel campo dell’educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione. E in finale ci va il primo museo di quartiere d'Italia, che è proprio a Bologna, anzi nel cuore della Bolognina ed è appunto l'mtn | museo temporaneo navile. L'arte si apre ai giovani in una formula che è già di per sè inclusiva e democratica, ma anche innovativa, come da definizione del progetto nato all'interno della Trilogia Navile. 

«Orgogliosissimi di rientrare nella rosa dei cinque finalisti - le parole degli ideatori di mtn | museo temporaneo navile Silla Guerrini e Marcello Tedesco - soprattutto perché è davvero notevole la coincidenza di intenti fra noi e Unesco Giovani: siamo stati scelti proprio per i valori che condividiamo. Il nostro è un museo realmente a porte aperte, democratico, innovativo e ritmico. E anche gratuito. Il primo in Italia con determinate caratteristiche e con un legame così forte con il territorio in cui è collocato: a Bologna sì, ma soprattutto nel cuore della Bolognina. Un luogo dove l'esperienza artistica diventa sociale e dove i giovani possono esprimersi in modo autentico».

Cosa significherebbe per voi vincere la "Unesco Giovani Pitch Night? «Sarebbe un riconoscimento importante e significherebbe riuscire a realizzare grandi  progetti, come quello di una prestigiosa mostra dedicata a Cesare Zavattini, proprio nel trentennale  della sua morte - la risposta di Guerrini e Tedesco -  Un evento sul quale stiamo già lavorando e che ha bisogno di energia. Il fondo sarebbe prezioso anche per far crescere il numero di attività ed esposizioni nella nostra sede alla Bolognina, promuovendole e arricchendo così la proposta culturale per la città»

Chi e come si vota il progetto che si reputa più di valore? «Anche la modalità di voto di questo bando è democratica e semplice: il progetto per la propria città lo si sceglie attraverso una piattaforma online, nella quale si fa una donazione di 10 euro. Una piccola cifra che però alla fine renderà possibile la realizzazione dell'idea vincitrice. Inoltre la donazione darà accesso all'esclusiva serata del 20 giugno al Dispositivo Arti Sperimentali come giurati e quindi con un ruolo attivo e importante». 

Come si concretizza poi il bando e quali obiettivi ha? «L'Unesco Giovani Pitch Night si concretizzerà, attraverso un contributo a fondo perduto, uno dei progetti volti alla promozione dell'integrazione, della diffusione della storia e del patrimonio culturale del nostro territorio. L'obiettivo del progetto è rinforzare il tessuto culturale della città di Bologna, mettendo in rete le nuove progettualità proposte dai partecipanti non solo con i finanziatori, ma anche con istituzioni, associazioni di categoria, imprenditori, professionisti e cittadini per creare una community attiva che sostiene la creatività e la cultura nel nostro territorio». 

Cosa che voi, da gennaio, state già facendo...«Lo facciamo dal momento in cui abbiamo aperto le porte del museo. La nostra "project room | territori" per esempio è una operazione unica che fa interagire le differenze all'interno di una sala dedicata nel quale gli artisti selezionati presentano un'opera che sintetizzi il proprio territorio estetico. Opera che poi, e qui un'idea rivoluzionaria, viene data per un periodo limitato ai residenti di zona che ne fanno richiesta, per realizzare un'idea di museo dislocato e far arrivare l'arte di qualità e renderla alla portata di tutti». 

In questi giorni una nuova mostra che rinforza proprio questo rapporto con i giovani che si rapportano con il mondo dell'arte...«Il 7 giugno inauguriamo la mostra "La natura delle cose", che resterà aperta fino al 28, insieme al nuovo allestimento della project room (che ospita le opere di Giovanni Blanco, Lavinia Bolognini, Lorenzo Di Lucido, Lucia Lamberti, Corrado Levi, Samuele Menin, Fabrizio Perghem, Giulio Saverio Rossi, Namsal Siedlecki, Attilio Tono, Moe Yoshida). 

Per questa terza mostra mtn si apre alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, proponendo le opere di sette studenti della prestigiosa cattedra del Prof. Luca Caccioni. Le opere degli studenti presenti in La natura delle cose sono frutto di un seminario sviluppato intorno al concetto di natura: ognuna di esse offre allo spettatore un punto di vista inedito su questo concetto, favorendo, anche grazie ai molti mezzi espressivi presenti, una visone complessa e sfaccettata sull’idea di natura oggi. La mostra fra l'altro è inserita nell’ambito dell’Open Tour 2019, dove molte gallerie e spazi ospiteranno dal 20 giugno le mostre degli studenti dell’Accademia di Belle Arti. Tutta la città di Bologna potrà dunque vivere questo importante momento artistico grazie alla freschezza e all’energia di giovani artisti».
 

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