Quanto costa studiare all'Unibo? Il Link: "Non è andato tutto bene"

"Nessuna riduzione o proroga sulle tasse, nessuna estensione di no-tax area o sostegno alle borse di studio"

Non è andato tutto bene, almeno secondo il collettivo "studenti indipendenti, Link" che, sulla base dei dati di Fondazione urbana e della stessa Alma Mater, hanno calcolato quanto costa studiare all'Università di Bologna.

"Nei mesi del Lockdown della prima ondata, ci siamo attivati fin dai primi giorni per fare in modo che le istituzioni, universitarie, comunali e regionali, prendessero seriamente il sostegno, in un momento di crisi, al Diritto a Studiare - scrivono in una nota - la risposta è stata inesistente: nessuna riduzione o proroga sulla tassazione universitaria, nessuna estensione di no-tax area o sostegno alle borse di studio, soltanto timidi ammortizzatori sugli affitti". 

Affitti brevi a studenti fuorisede, da Comune-Unibo fondo per 500mila euro 

Per il Link si tratta di "barriere economiche che oggi impediscono (e rischiano di impedire sempre più in futuro, soprattutto se dovesse essere realmente revocato il blocco dei licenziamenti) l'accesso alla formazione, abbiamo deciso di quantificare il costo dell'università pubblica a Bologna". 

Quanto costa studiare all'Unibo?

Dalle stime del collettivo "in parte empiriche, ma costruite fortemente al ribasso per poter dare un'immagine realistica delle spese minime necessarie a sostenere un percorso di studi universitario" un anno di studi a Bologna costa 7.237 euro. "Ciò significa che una famiglia per sostenere il costo di un'intera triennale dovrà sostenere una spesa di almeno 21.711 euro, ammontare che raggiunge gli oltre 36mila euro se si considera un percorso 3+2 standard.

"In Italia, a Bologna, studiare è davvero un diritto per tutte e tutti? L'assenza di risposte ai bisogni degli studenti universitari significa che le istituzioni possono accettare che l'università pubblica diventi un privilegio per i pochi che possono permetterselo?".

Il coronavirus svuota le città universitarie: a Bologna +270% di stanze sfitte

A fine lockdown, Rete degli Universitari, in collaborazione con il SUNIA- Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari Emilia-Romagna, avevano lanciato un questionario digitale, risultato: più dell’83% dei fuorisede aveva continuato a pagare l’affitto, pur non vivendo all’interno della casa, per via dell'interruzione delle lezioni universitarie "in presenza".

Circa il 70% dichiarava di non essere riuscito a intervenire sul proprio contratto per diverse motivazioni, che riguardavano spesso il rifiuto del proprietario (il 38,7%). Altri avevano pensato a scelte più radicali: il 5,4% era
disposto a smettere di frequentare, il 2,5% a cambiare ateneo, l’1,2% ad abbandonare gli studi universitari. Più del 50% dei fuorisede vive generalmente con più di tre persone nella stessa casa e il 55% delle case ha un bagno ogni 3-4 inquilini.

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