Unibo post-Covid, il prorettore: "Pronti per lezioni in presenza, ma chi non potrà seguirà da remoto, esami compresi"

"Tutte le decisioni prese in questi mesi sono state prese sulla base di due principi: rispondere a un'emergenza e al contempo lasciare dei vantaggi anche per il futuro". Così Degli Esposti, fa il punto sui protocolli di sicurezza e spiega come cambia l'Alma Mater post pandemia

Il prorettore Vicario Mirko Degli Esposti

Molte Università del mondo, compresi atenei prestigiosi come Cambridge, non ricominceranno con le lezioni in aula prima del 2021. E a Bologna invece siamo pronti a ripartire con un nuovo protocollo di sicurezza che ha consentito di aprire le porte dell'Alma Mater già dal 1°settembre, dopo un'intensa fase di riorganizzazione. Cosa cambia? Quali le differenza fra studenti e docenti? Come si starà in aula e quali sono le innovazioni e i cambiamenti dovuti al Covid-19 che resteranno anche in futuro e, soprattutto quali le previsioni sulle immatricolazioni?

A rispondere a tutte queste domande Mirko Degli Esposti, prorettore Vicario dell'Università di Bologna: "Non so dire se siamo in controtendenza rispetto agli altri atenei del mondo, siamo convinti però che le nostre priorità siano la sicurezza e la salute di studenti, docenti e dipendenti, ma pensiamo che il passaggio alla presenza sia necessario. L'Unibo non si è fermata e abbiamo lavorato tutta l'estate per permettere questa riapertura. La nostra Università, ed è una convinzione che abbiamo maturato in questi mesi, si basa sul rapporto diretto e la comunità studentesca ha indubbiamnete anche un ruolo sociale e culturale per questa città".

Distanziamento nelle aule e nelle parti comuni, obbligo di indossare le mascherine dove e quando, sanificazioni delle aule e lauree: cosa cambia nel concreto da oggi?

"Dal 1° settembre Unibo ha un nuovo protocollo di sicurezza e le regole si basano su quello. Abbiamo riaperto le attività in sicurezza e le lezioni in presenza riprenderanno con aule a posti distanziati (al 50% rispetto al pre-Covid), l'obbligo della mascherina in tutti gli spazi, gel igienizzante, cartellonistica informativa e personale formato ad hoc per assistere e dare tutte le indicazioni richieste, strumenti tecnologici utili alla didattica e una speciale app per gestire il flusso delle lezioni. Gli studenti (italiani e stranieri) che non potranno o non vorranno tornare fisicamente a lezione avranno la possibilità di fruire dei corsi in remoto e affrontare gli esami a distanza". 

Una app sviluppata ad hoc per organizzare le presenze a lezione

Ci parla della app? Come si chiama e a che cosa servirà? Da quando sarà attiva e scaricabile? "La app sviluppata da noi internamente si chiama Presente e sarà scaricabile già nei prossimi giorni. Grazie a questo nuovo strumento tutti gli studenti potranno comunicare a cadenza bisettimanale quali corsi seguiranno e con quale modalità. In questo modo l'organizzazione delle capienza sarà più semplice e pensiamo che con la riduzione della metà dei posti a sedere potremmo risolvere con un doppio turno. Per andare a lezione ci sarà bisogno chiaramente di responsabilità e rigore. Il rispetto degli orari sarà fondamentale e saranno garantite sempre una via di entrata e di uscita separate o, in alternativa, dei pannelli che avranno la stessa funzione. Quando lo spazio fra docente e la prima fila sarà di oltre due metri, il docente potrà decidere di togliere la mascherina. Alla fine di ogni lezione i locali saranno arieggiati e ogni giorno si farà una pulizia approfondita. Si tratta di una situazione mai sperimentata prima e ci prepariamo a un sistema dinamico al quale ci dovremo adattare". 

Con il prezioso aiuto non solo della app, giusto? Sono anche altri gli strumenti a disposizione..."Certamente il sistema per far interagire studenti e professori in simultanea durante le lezioni". 

Cosa resterà del Covid nel futuro dell'Università? Quali sono le innovazioni scoperte e sperimentate durante il Covid e che secondo lei resteranno anche dopo che tutto questo sarà passato?

"Ci sono effettivamente delle innovazioni che potranno semplificare e velocizzare molte cose come tutti i servizi diventati disponibili in remoto, la virtualizzazione delle segreterie didattiche, le prenotazione dei posti in sala studio e in biblioteca. Tutte le decisioni prese in questi mesi sono state prese sulla base di due principi: rispondere a un'emergenza e al contempo lasciare dei vantaggi anche per il futuro".  

Ci sarà qualcosa che mancherà totalmente rispetto al passato?

"Direi di no anche se forse qualche disagio potrebbe manifestarsi sui pasti. Chiederemo di usare l'ascensore solo in caso di vera necessità per avere un maggiore controllo sulla tastiera con i pulsanti da digitare. Detto questo, laboratori, biblioteche, macchinette del caffè saranno fruibili con un controllo dei flussi. Ripristinate anche le sedute di laurea". 

Quante sono le immatricolazioni di quest'anno? C'è stato un calo? 

"I dati ufficiali si stabilizzeranno fra un po' e al momento non dispongo di questo dato. Dai segnali che abbiamo messo insieme e che riguardano le preiscrizioni, gli accessi ai test di ingresso e Alma Orienta sentiamo di poter avere un atteggiamento positivo e di vedere una grande attrattiva di Unibo sia sul nazionale che sul fronte internazionale. Spero si trasformino in iscrizioni effettive e appena sapremo, comunicheremo". 

Gli studenti possono scegliere la presenza o il remoto, i docenti no: qualcuno del personale docente ha manifestato qualche timore nel tornare in ateneo?

"Ognuno di fronte a quello che abbiamo passato ha reagito in maniera diversa e tutti i timori sono comprensibili. Le aule sono sicure i docenti sembra non vedano l'ora di tornare in classe. Nel caso qualcuno avesse delle paure fondate perchè affetto da una patologia particolare o da una condizione di salute che lo mette a rischio, c'è naturalmente la possibilità di rivolgersi al proprio medico e farsi rilasciare il certificato sullo stato incompatibile con la presenza in Università". 

Esame di ammissione a Medicina: test sierologico agli studenti 

E proprio a proposito di Università e sicurezza, sono oltre 5 mila gli studenti che hanno fatto domanda ai corsi di laurea in Medicina e in Professioni Sanitarie dell’Università di Bologna, ai quali è rivolta una campagna di screening sierologico dell’Azienda USL di Bologna. Il via giovedì 3 settembre, con i primi test riservati agli studenti che sostengono l’esame di ammissione in italiano a Medicina. Appuntamento presso i gazebo dell’Azienda Usl di Bologna, allestiti per l’occasione in Piazza della Costituzione, ingresso Fiera, dalle ore 13.30. Circa 1.700 gli studenti che, su base volontaria e ad accesso diretto, potranno eseguire il test sierologico COVID-19. In caso di positività al test, verrà eseguito il tampone.

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