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Unibo, il rettore: 'Abolire tasse universitarie? Bene, ma ci sono altre priorità'

Ubertini commenta così la proposta elettorale lanciata dal presidente del Senato e candidato premier di Liberi e uguali, Pietro Grasso sull'abolizione delle rette di frequenza per gli studenti

Abolire le tasse universitarie per tutti può essere positivo. Ma non è la priorità. Lo dice chiaro e tondo Francesco Ubertini, rettore dell'Alma Mater di Bologna, che in mattinata a margine di una conferenza stampa in Rettorato commenta così la proposta elettorale lanciata dal presidente del Senato e candidato premier di Liberi e uguali, Pietro Grasso.

"Il punto si sposta immediatamente su quante risorse ci sono- analizza Ubertini- perché investire sul sistema universitario per togliere le tasse anche alla parte che se lo può permettere, secondo me è meno prioritario che investire nelle altre direzioni. Non dico che non va fatto, dico solo che c'è un ordine di priorità". Perché, ragiona il rettore, "se l'obiettivo è aumentare i laureati in Italia, allora servono più docenti e più infrastrutture. E più diritto allo studio".

Il rettore dell'Alma Mater di Bologna ribadisce di "vedere con favore" l'operazione di rendere gratuito il sistema universitario. "Però vedo anche delle priorità di intervento- sottolinea- quindi il tema è quante risorse ci sono e fare scelte in modo che il sistema complessivamente tenga". Piuttosto, suggerisce Ubertini, "portiamo tutti gli Atenei a 23mila euro di esenzione totale (cosa che al momento hanno fatto solo Bologna e altre quattro università, ndr) e investiamo il resto delle risorse per aumentare organico e infrastrutture. Poi, se ce ne sono ancora... Ma facciamo un discorso più generale, mettendo tutti i pezzi insieme". Il rettore dell'Alma Mater insiste sul fatto che "una politica di sostegno, a partire dalle fasce di reddito basse e poi via via a crescere, è indispensabile nel Paese. Ma deve essere accompagnata- rimarca- perché parliamo di questo, ma poi la Regione non ha fondi a sufficienza per coprire tutte le borse di studio".

Dunque, ribadisce Ubertini, "per essere seri servono queste tre cose: infrastrutture, docenti e diritto allo studio. La direzione e' giusta, ma per essere concreti bisogna investire le risorse che ci sono nelle varie misure in maniera coerente. Se facessimo una sola azione senza le altre, non otterremmo il risultato previsto".

Il rettore non manca di sottolineare che "un passo in quella direzione è stato fatto l'anno scorso", con l'innalzamento della fascia di esenzione totale dalle tasse. L'abolizione è dunque una "misura di per sé positiva- ribadisce Ubertini- ma qual è l'ordine di priorità degli interventi da immaginare sul sistema universitario? Se ci sono risorse significative da investire nel sistema universitario, perché abolire le tasse presuppone un investimento cospicuo, allora dobbiamo porci una serie di problemi".

In questo momento, incalza il rettore, "il corpo docente è sottodimensionato per aggiungere altri studenti. In Italia, il rapporto studenti-docenti il rapporto è 30, togliendo tutti i fuori corso si scende a 20, negli altri Paesi europei è 16. Quindi se vogliamo aumentare gli studenti, e quindi il numero dei laureati, va aumentato l'organico. Altrimenti non è possibile". Secondo punto, "dobbiamo aumentare le infrastrutture- ribadisce Ubertini- qui a Bologna, ad esempio, in questo momento abbiamo un grave problema di spazi e ci serve un piano edilizio. Quindi più docenti e più infrastrutture, il tutto accompagnato da politiche di diritto allo studio il più possibile forte per le fasce di reddito basse e poi progressivamente anche per le altre", riassume il rettore di Bologna. (SAN/DIRE)

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