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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Castel San Pietro Terme

Elena e Deborah hanno detto sì: prima unione civile a Castel San Pietro

Il loro sì davanti al sindaco Fausto Tinti. Soddisfazione per Cathy La Torre e Vincenzo Branà, il Popolo della Famiglia: "Lavoreremo per cambiare questa legge che offende i diritti delle famiglie"

Ieri nelle sala consiliare del comune di Castel San Pietro Terme si è celebrata l'unione civile fra Deborah ed Elena, la prima unione civile a Bologna e la prima fra donne dall'entrata in vigore della legge che lo consente. E' stato il sindaco del comune bolognese Fausto Tinti a celebrare le nozze fra la 45enne felsinea e la 46enne toscana, coppia da 5 anni e ora felicemente "unita civilmente".

In tanti a gioire con loro, ma anche qualche contrarietà, in particolare da parte del Popolo della Famiglia e del candidato sindaco alle scorse elezioni Mirko De Carli, che dopo aver commentato sui social, manda anche una nota stampa. 

"Sono felicissima per loro perché le conosco da tanto e so quanto ci tenessero a sancire il loro amore anche davanti allo Stato - ha scritto Cathy La Torre sulla sua pagina Facebook -  Ho gioito pensando che in fondo ho un unico grande rimpianto: non aver fatto in tempo a suggellare il loro amore. Ho celebrato centinaia di matrimoni e ne sono stata onorata.  Ma oggi sarei ancora più felice di celebrare tutti gli amori e non soltanto alcuni". 

E C'E' CHI DICE NO. "In provincia di Bologna, dove come tenevamo si era scatenata una corsa per arrivare primi, si è celebrata la prima unione civile d'Italia. Noi non festeggiamo, perché con questo spettacolo da cabaret abbiamo reso le nostre istituzioni un set da Repubblica delle banane". Non usa mezzi termini Mirko De Carli, del Popolo della Famiglia, nel commentare i festeggiamenti per la prima unione civile celebrata a Castel San Pietro Terme, nel bolognese, tra due lesbiche di 45 e 46 anni.

"Non festeggiamo, ma nemmeno ce ne laveremo le mani. Lavoreremo per cambiare questa legge che offende i diritti delle famiglie", dice De Carli. Così il Popolo della Famiglia, che ha appena insediato a Bologna la sua "Giunta Ombra" per fare opposizione al sindaco Merola, grande fan delle unioni civili, ha lanciato "la grande battaglia dell'obiezione di coscienza sulle unioni civili per i sindaci d'Italia".

CARELLA: "AUGURI A LORO!". "Perché ne parlo? - scrive l'ex consigliere comunale di opposizione Daniele Carella - Perché, al netto dall'essere d'accordo o meno nel merito assoluto della cosa e in quello relativo del come, rimane che da queste parti si cerca di andare avanti e di studiare/adottare formule che migliorino la nostra vita sociale e interpersonale. Se un "difetto" c'è è che quando si iniziano percorsi nuovi occorrerebbe essere pronti ad ammettere errori e/o fallimenti e fermarsi, correggere, oppure proprio tornare indietro e su questo non siamo così pronti, nessuno pare mai disposto ad ammettere errori, anche se sbagliare è normale e naturale, soprattutto quando si sperimenta e prova, ma tant'è così è. Io sono molto orgoglioso di questa nostra propensione e volontà del volerci evolvere alla ricerca di un continuo miglioramento di noi stessi, persone e società, colgo l'occasione, visti i tempi, per sottolineare che in altre parti del mondo, alcune a noi molto vicine, su questi argomenti ti condannano a morte oppure, se invece ti va bene, ti mettono in galera, lo dico così lievemente giusto come contributo sul tema della integrazione e del siamo tutti uguali! Mica per altro, mai mi verrebbe in mente di andare in casa altrui a dirgli che sbagliano e come debbono fare (ci mancherebbe) ma dubito di riuscire a convivere fianco a fianco con chi queste due ragazze vorrebbe ucciderle o metterle in galera per il solo fatto di essere se stesse.

"Insomma, se io dico che secondo me è giusto che "il Cassero" paghi l'affitto al Comune per la Salara - continua Carella -  sicuramente qualcuno mi accuserà di dirlo perché sono omofobo (cosa assolutamente non vera, anzi), se poi conviviamo con chi Deborah e Elena se potesse le ucciderebbe, beh, va bene così, salvo poi mostrare meraviglia se queste persone all'improvviso mostrano di odiare la nostra società. Ritengo che in tutto questo ci sia qualche cosa che tocca e che forse sarebbe opportuno che qualcuno riflettesse e cercasse di essere un poco più coerente!". 

PRENOTAZIONI AL COMUNE DI BOLOGNA. Unioni civili, già 19 le coppie che si sono prenotate il 22 luglio, primo giorno in cui è stato possibile prenotarsi. Il personale dell'ufficio matrimoni ha raccolto i nominativi delle coppie spiegando che verranno richiamate quando, dopo l'emanazione dei decreti attuativi da parte del ministero dell'Interno, sarà materialmente possibile celebrare le Unioni civili. Tra le richieste è arrivata anche quella di una coppia che si trova nello stato di necessità individuato dall'Amministrazione comunale, con uno dei componenti ammalato gravemente. Questa coppia avrà la precedenza quando inizieranno le celebrazioni. Il servizio di prenotazione è possibile attraverso mail, scrivendo all'indirizzo celebrazionematrimoni@comune.bologna.it o telefonando dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 9 e dalle 12 alle 13, ai seguenti numeri di telefono: 051 2193530 - 2193521 - 2195674 - 2193960 - 2193520.


 

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