Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Crisi o no, i bolognesi non rinunciano a prendersi cura della propria salute

Osservatorio Sanità UniSalute: il 73% dichiara che non è disposto a fare a meno di nessuna prestazione medica a causa dei possibili costi.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Comunicato Stampa

La crisi economica continua a farsi sentire nei portafogli delle famiglie bolognesi che però non sono disposte a mettere da parte la salute per salvaguardare le proprie tasche: i cittadini del capoluogo emiliano infatti, di fronte ai costi che devono sostenere per determinate cure, sembrano per nulla disposti a rinunciarvi, preferendo magari risparmiare su altre voci di costo in famiglia.

Il 73% dei felsinei ha dichiarato che non rinuncerebbe mai ad alcuna prestazione medica a causa dei possibili costi, un dato in forte controtendenza con quanto riscontrato a livello nazionale, dove la percentuale si attesta al 43%.

E' quanto emerge dall'ultima ricerca1 condotta dall'Osservatorio Sanità2 di UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assicurazione e assistenza sanitaria.

Non si può comunque ignorare che più di un bolognese su tre (27%) si dice invece costretto (o sta valutando l'ipotesi) a fare a meno di alcune cure mediche per salvaguardare le proprie finanze: in particolare si dichiarano disposti a rinunciare a dietologo e dentista e fisiatra a causa dei costi.

Un approfondimento meritano in particolare le cure odontoiatriche che, dopo quelle farmaceutiche, sono la principale fonte di spesa in servizi sanitari (12 miliardi di euro la spesa annua per cure odontoiatriche secondo il Censis). Si tratta infatti di una voce di spesa che non viene coperta dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), se non per una ridottissima fetta della popolazione. Non stupisce dunque scoprire, dall'ultima ricerca UniSalute, che una delle primissime voci che si è pronti a tagliare sul fronte salute è quella del dentista a causa dei costi (6% dei bolognesi). Un dato che conferma una tendenza già rilevata dall'ANDI secondo cui mezzo milione di famiglie italiane, dal 2007 al 2012, ha rinunciato al dentista, anche in presenza di serie patologie, per colpa della crisi.3

I bolognesi, che siano più o meno propensi a rinunce, valutano comunque con sempre più attenzione se rivolgersi al servizio pubblico o privato, considerando vantaggi e svantaggi delle due proposte.

Tra coloro che si rivolgono al Servizio Sanitario Nazionale, il 28% lo fa principalmente per gli esami diagnostici quali una radiografia o un'ecografia, il 22% vi ricorre per visite specialistiche e l'11% vi si rivolge per cure ed esami che richiedono il ricovero.

Chi si rivolge al pubblico, deve però affrontare alcuni disservizi, in particolare legati ai tempi di attesa: presso alcune strutture pubbliche, a livello nazionale, si può anche attendere oltre 5 mesi per un ecodoppler, 360 giorni per una mammografia, 225 per una visita cardiologica4.

La maggior parte dei bolognesi sembra quindi niente affatto propensa a rinunciare a parte delle prestazioni desiderate o alla tempestività delle cure. Una tendenza che sarebbe ancora più accentuata se la domanda di prestazioni mediche fosse intercettata da operatori virtuosi del secondo pilastro, in grado di operare all'interno della filiera come una centrale di acquisto, controllando costi e qualità delle prestazioni erogate: un tale servizio potrebbe assicurare tempi rapidi di accesso alle prestazioni, qualità delle stesse e costi contenuti, garantendo la sostenibilità dell'intero sistema.

UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Si occupa esclusivamente di assicurazione per la salute in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 560 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e un network qualificato di strutture sanitarie convenzionate direttamente presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.

 

Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di 4,3 milioni di assicurati e di una "centrale di acquisto" che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.

Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute ha il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.

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