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Università e numero chiuso, il rettore Unibo: "Solo se davvero necessario"

Ubertini: "Il Paese in questo momento ha un drammatico bisogno di aumentare il numero di laureati. Numero chiuso applicato solo quando non si è più in grado di sostenere la crescita degli studenti"

Numero chiuso nei corsi universitari: il rettore Francesco Ubertini frena sull'introduzione: "Solo se e' strettamente necessario: deve essere una extrema ratio". Il monito del numero uno dell'Alma Mater di Bologna arriva durante la presentazione del bilancio di previsione 2019 dell'Ateneo felsineo, oggi in conferenza stampa a Palazzo Poggi.

"A gennaio abbiamo in programma una discussione sui numeri programmati - spiega Ubertini- e io vorrei impostarla in questo modo. Secondo me, il numero chiuso è da usare solo quando è strettamente necessario. Il Paese in questo momento ha un drammatico bisogno di aumentare il numero di laureati". Quindi, insiste il rettore, il numero chiuso va applicato "solo quando non si e' piu' in grado di sostenere la crescita degli studenti o perche' non si ha il numero adeguato di docenti o perche' non ci sono piu' spazi". Detto in altri termini, va tenuto "come extrema ratio", sostiene Ubertini.

In queste settimane, Dams e Scienze della comunicazione stanno portando avanti la loro proposta di istituire il numero chiuso.
"Dopo aver fatto le loro valutazioni, le strutture avanzeranno le loro proposte- afferma il rettore- poi, negli organi accademici faremo un'ulteriore valutazione per verificare se tutte le misure possibili per evitare il numero chiuso sono state adottate. E mi confrontero' prima anche con il Consiglio degli studenti. Poi, saranno gli organi a decidere". In ogni caso, sottolinea Ubertini, "ci possono essere anche soluzioni intermedie da vagliare". Ad esempio, l'introduzione di un test di ingresso che prevede una soglia minima di punteggio per l'accesso al corso ma senza un numero massimo di posti a disposizione. Intanto, anche per quest'anno accademico l'Universita' di Bologna registra un aumento del 2% di immatricolazioni. 

La crescita delle iscrizioni all'Universita' di Bologna riguarda in particolare le lauree magistrali (+3,6%). E segnali positivi arrivano anche dagli studenti internazionali, che passano dall'8 al 9% della platea complessiva degli iscritti. Guardando alle sedi, crescono in particolare Ravenna (+4,6%), Rimini (+3,5%) e Bologna (+2%), mentre il Campus di Cesena scende del 2,2%. Secondo Ubertini, "e' imputabile per lo piu' al calo di Architettura, che risente ancora dell'onda lunga della crisi dell'edilizia". Insomma, una "normale fluttuazione dovuta al mercato del lavoro", la definisce il rettore, che allo stesso modo valuta il -4% fatto registrare a livello generale dell'Ateneo dalla Scuola di Giurisprudenza. "Non e' preoccupante", afferma Ubertini. Al contrario, arriva "un bel segnale" dalla Scuola di Scienze, che cresce del 6,1%. In rialzo anche Medicina (+6,8%), Scienze politiche (+6,4%) e Lettere (+3,5%). Stabili le altre facolta'.
"Anche la risposta sui nuovi corsi di laurea attivata e' molto buona", rileva Ubertini. (Dire)

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