Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Uno Bianca: slitta la testimonianza di Eva Mikula, la donna di Fabio Savi

Slitterà, molto probabilmente, la testimonianza della Mikula all'udienza del 26 marzo del processo davanti al Tribunale di Rimini all'ungherese Tamas Somogyi, fornitore di armi della banda

Slitterà, molto probabilmente, la testimonianza di Eva Mikula all'udienza del prossimo 26 marzo del processo davanti al Tribunale di Rimini all'ungherese Tamas Somogyi, ritenuto il fornitore di armi della banda della "Uno Bianca", composta per lo più da poliziotti, che tra l'87 e il '94 compi' 24 omicidi e ferì oltre cento persone.

L'avv.Antonio Cappuccio - difensore della Mikula, che era legata sentimentalmente a Fabio Savi, il 'lungo' della banda - il 26 marzo è impegnato in una delicata udienza con detenuti davanti al Gup di Bologna e quindi ha presentato al presidente del Tribunale una istanza chiedendo che l'audizione della donna passi ad una udienza successiva. Cappuccio ha difeso la Mikula nel processo, concluso con l'assoluzione, in cui la donna veniva accusata di concorso nell'omicidio di Massimiliano Valenti, il giovane ucciso il 24 febbraio 1993 in quanto testimone di una rapina a Zola Predosa, nel bolognese. Probabilmente il 26, oltre al vicequestore Giovanni Preziosa, della polizia di Bologna, verrà sentito come teste proprio Fabio Savi, fratello di Roberto, l'ex poliziotto a capo della banda.

Si tratta del nuovo processo a carico di Somogyi, dopo l'annullamento della condanna inflitta in primo e in secondo grado a 8 anni e 6 mesi, già tutti scontati, in parte in Italia e in parte in Ungheria. La Cassazione aveva poi annullato le sentenze di condanne dopo che l'ungherese aveva fatto ricorso a Strasburgo. Somogyi era stato condannato in contumacia ed a incastrarlo era stata la Mikula.

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