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Uno bianca, pm Giovannini: 'Mai un cenno di pentimento o di umana pietà'

Allora pm coordinò l'indagine sulla banda interviene sulla richiesta di perdono di uno dei Fratelli Savi all'arcivescovo Zuppi: 'Sono del tutto indifferente ai percorsi individuali di chi si è macchiato di crimini così orrendi'

"Mai un cenno di pentimento o di umana pietà verso le loro tante vittime, addirittura irridenti durante il processo". A dirlo è il procuratore aggiunto Valter Giovannini, all'epoca il pubblico ministero che coordinò l'indagine sulla banda "Uno bianca". 

La storia criminale dei killer che fecero 24 morti e oltre 100 feriti tra la fine degli anni '80 e metà degli anni '90 è tornata agli "onori della cronaca" in questi giorni, dopo la richiesta di perdono da parte di uno dei fratelli Savi, Alberto, in alcune lettere all'arcivescovo Matteo Maria Zuppi: "Un itinerario faticoso ma che bisogna cercare di coltivare: è l'unica via umana che ci è concessa perché il male non distrugga noi", ha detto durante un'intervista al 'Festival Francescano'.

"Esperienze che segnano per sempre la sensibilità di un magistrato" ha aggiunto Giovannini sottolineando che "Alberto Savi non ha mai chiarito nulla circa la sua partecipazione all'eccidio dei carabinieri al Pilastro (gennaio 1991 - ndr). Come uomo sono da sempre vicino alle vittime e del tutto indifferente ai percorsi individuali di chi si è macchiato di crimini così orrendi", conclude. 

Alberto Savi, uno dei fratelli-killer a capo della banda della Uno Bianca chiede perdono in una lettera rivolta all'arcivescovo Zuppi, che gli avrebbe risposto che il perdono va meritato. Più netta e dura, invece, la posizione dei familiari delle vittime, che non possono cancellare il dolore, dimenticare ils angue di tanti innocenti versato solo perchè si erano trovati sulla strada dei cruenti criminali. 

Per l'associazione invece i Savi devono continuare a "pagare per quello che hanno fatto, nessun perdono. Sono dei delinquenti crudeli. Fra l'altro non stanno facendo nemmeno il carcere duro".

LA BANDA DELLA UNO BIANCA. Una banda di criminali sanguinari che dal 1987 al 1994 uccisero 24 persone e ne ferirono 102 sul territorio dell’Emilia-Romagna, ma anche nelle Marche. Sei i componenti del commando, di cui tre fratelli: Roberto e Alberto Savi, poliziotti, Fabio Savi, poliziotto mancato, Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli, poliziotti anch’essi. Il nome deriva dall’auto che utilizzavano per compiere delitti e rapine.

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