Cronaca

Uomo a fuoco davanti Agenzia entrate: morto dopo 9 giorni

E' finita la lunga agonia per l'artigiano di Ozzano che tentò il suicidio lo scorso 28 marzo, dandosi fuoco perchè vinto dai debiti. Si è spento all'ospedale di Parma dove era stato ricoverato con ustione sul 100% del corpo

E' finita la lunga agonia di Giuseppe C., l'artigiano di Ozzano che tentò il suicidio lo scorso 28 marzo, dandosi fuoco davanti l'Agenzia delle entrate di Bologna, perchè vinto dai debiti (VIDEO). L'uomo è morto oggi nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Parma dove era stato trasferito 9 giorni fa, per le gravissime ustioni riportate su quasi il 100% del corpo.

IL FATTO. "Un boato, poi le fiamme e un uomo nudo sdraiato a terra" , è Moreno Masotti, Coordinatore Cittadino Bologna 2016, a raccontare a Bologna Today l'accaduto: si trovava infatti proprio di fronte al piazzale nel quale questa mattina si è consumato il tentativo di suicidio. Ha visto, senza fiato, la scena in diretta. L'uomo prima si è cosparso di liquido infiammabile, poi si è chiuso in macchine e si è dato fuoco.
Il perchè del gesto disperato è racchiuso in 3 bigliettini. Uno era indirizzato alla moglie - all'oscuro della situazione economica in cui versavano -, alla quale l'uomo chiedeva perdono per il gesto. Il secondo era per all'Agenzia delle entrate, anche a loro il 58enne chiedeva scusa per non essere riuscito a saldare i suoi debiti, giustificandosi "ho però sempre pagato le tasse". Soprattutto, poi, invitava gli esattori a lasciare in pace la moglie: 'Adesso pero' non andate a chiedere i soldi a lei'. Un terzo biglietto, infine, contiene solo poche parole del tipo "Adesso me ne vado nell'aldila'".

PAESE ATTONITO. Le istituzioni come i cittadini, Bologna come l'Italia intera, è rimasta scossa, nell'interno. Attonita, interrogativa. "Quanto è successo questa mattina è sconvolgete", ha commentato il sindaco di Bologna Virginio Merola, aggiungendo: "Questo gesto deve fare riflettere tutti perché è una richiesta di aiuto che non ci può lasciare indifferenti."

DISPERAZIONE DEI NOSTRI GIORNI. Il gesto visto da molti come sintomo di una disperazione figlia dei nostri giorni ha scalfito profondamente cittadini e istituzioni. Non si sedano le recriminazioni e la preoccupazione, perchè - come afferma Confcommercio - "non si tratta di casi isolati, ormai sono all'ordine del giorno". Per questo "e' sempre piu' urgente affrontare questa situazione con interventi e misure che contribuiscano a rimuovere le cause di questi gesti". Per Confcommercio c'e' solo una cosa da fare: "E' sempre piu' urgente affrontare questa situazione con interventi e misure che contribuiscano a rimuovere le cause di questi gesti che, il piu' delle volte, si chiamano eccessiva pressione fiscale, ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, difficolta' di accesso al credito".

 

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