Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Savigno, salvato da un arresto cardiaco grazie all'intervento di due infermieri fuori servizio

Si è accasciato di fianco alla moglie, mentre attraversavano la piazza di Savigno. L'uomo, di 65 anni, è stato tempestivamente defibrillato da due sanitari fuori servizio, per poi essere trasportato in elisoccorso al Maggiore

"Il paziente sta bene, è sveglio e vigile. Quello che stiamo raccontando è l'esempio ideale di come viene gestito un sistema già rodato che salva la vita alle persone in caso di arresto cardiaco". Cominciamo dalla fine (un lieto fine) per raccontare quello che è successo domenica mattina a Savigno, attraverso le parole del dottor Federico Semeraro, anestesista rianimatore dell'Ospedale Maggiore di Bologna. Ad essere soccorso intorno alle undici meno un quarto è stato un 65enne che si è accasciato al fianco della moglie mentre passeggiavano nella piazza del piccolo comune, attirando l'attenzione di due uomini, entrambi infermieri fuori servizio. 

"Stavo passeggiando con le mie figlie in Piazza della Libertà, nel giorno del mio compleanno, quando ho assistito al malore di quell'uomo e sono subito intervenuto utilizzando il defibrillatore che si trovava a pochi metri da noi, a disposizione proprio per emergenze come questa - racconta Lorenzo Rienzi, infermiere - Insieme a me anche un collega, che ho riconosciuto tra gli altri e con il quale ho agito come da procedura, coordinando l'intervento fino all'arrivo dell'elisoccorso, che ha poi trasportato il paziente all'Ospedale Maggiore di Bologna in codice tre (media gravità). Nel frattempo era arrivata anche un'ambulanza. In casi come questo la tempestività è determinante". Qualche ora dopo i fatti, Rienzi è lieto di apprendere che le condizioni dell'uomo soccorso siano buone: decisamente un bel regalo per i suoi 40 anni. Fondamentale, come lui stesso sottolinea, la presenza del defibrillatore nella piazza. 

Tre nuovi defibrillatori nel centro di Bologna 

"Adesso non ci resta che fare chiarezza sulle cause dell'arresto cardiaco con tutti gli accertamenti del caso. - spiega Semeraro - Quello che è accaduto dimostra l'importanza di un sistema che evidentemente funziona, un intervento precoce in grado non solo di salvare una vita, ma anche di evitare che ci siano delle conseguenze sul paziente (neurologiche per esempio). E proprio lo scorso 4 agosto è stata approvata una legge molto importante, la numero 116, che dà disposizioni in materia di utilizzo di defibrillatori semiautomatici e automatici come da direttive Europee. Quello che auspichiamo è di insegnare presto nelle scuole a usare il defibrillatore". 

Bologna cardioprotetta: 15 nuovi defibrillatori 

Nella foto Federico Semeraro, Anestesista Rianimatore, Ospedale Maggiore. Presidente eletto European Resuscitation Council

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Il dottor Gianni Casella, Direttore UOC di Cardiologia, Ospedale Maggiore di Bologna, spiega come un arresto cardiaco vada gestito in tre fasi: il soccorso, la fase rianimatoria e poi tutta la parte cardiologica post-arresto. "Stiamo raccontando un caso bellissimo che avvalora l'organizzazione per un'emergenza come l'arresto cardiaco. - spiega Casella - A Bologna questo sistema funziona bene e speriamo che in futuro sempre più persone siano in grado di utilizzare un defibrillatore. Spetta poi a noi, nella fase successiva al primo soccorso, studiare gli eventuali danni coronarici e individuare le cause del problema". 

Nella foto Gianni Casella, Direttore UOC di Cardiologia, Ospedale Maggiore di Bologna

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