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Abbiamo seguito l'attività delle Usca con base a Casalecchio che ogni giorno assistono decine di pazienti e percorrono centinaia di chilometri

Le Usca, le unità speciali di continuità assistenziale, sono state introdotte a marzo per far fronte all'emergenza sanitaria e, nonostante in realtà ne fossero previste almeno 1.200, una ogni 50mila abitanti, ad oggi sono poche le regioni che le hanno attivate. Prima tra queste l'Emilia-Romagna.

A Bologna sono cinque le unità attive, quella di Casalecchio di Reno gestisce il distretto dell'Appennino. Si tratta di medici e infermieri che assistono i malati di coronavirus a domicilio, direttamente a casa o nei Covid hotel. L’obiettivo è fare da filtro alleggerendo la pressione sugli ospedali.

Abbiamo seguito l'attività delle Usca di Casalecchio che ogni giorno percorrono centinaia di chilometri attraversando tutti i comuni più periferici e isolati della provincia. Due auto in giro al mattino e una il pomeriggio, ogni giorno, per circa un totale di 14 interventi. Qui, ci spiegano le dottoresse di turno, dove già si vive in una condizione di isolamento rispetto alla città, i pazienti vivono un doppio trauma e il loro intervento è fondamentale.

I numeri

Nelle cinque Usca presenti in Azienda Usl (due a Bologna e tre dislocati in provincia) dal 23 marzo al 15 novembre sono state seguite 6.140 persone. Le usca bolognesi contano 107 medici e 10 operatori sanitari (tra infermieri e Oss). 

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