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Cronaca

Querela per diffamazione agli autori del depliant del museo di Ustica

Il generale Lamberto Bartolucci, ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e della Difesa, ha querelato per diffamazione gli autori del dépliant distribuito presso il Museo della memoria di Ustica

Sono stati ritirati i dépliant sulla tragedia e i resti del Dc9 precipitato il 27 giugno del 1980: 81 morti. Il generale Lamberto Bartolucci, Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica al tempo del disastro dell’Itavia, ha sporto querela per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di autore, editore del dépliant, responsabili del Museo d’Arte Moderna e del Comune di Bologna.

Per Bartolucci “le accuse di azioni di depistaggio e di infedeltà verso l’Italia, contenute nel volantino e riferite all’operato dei vertici dell’Aeronautica militare pro-tempore, sono, oltre che false, offensive e diffamatorie, completamente sconfessate dalle sentenze passate in giudicato di uno dei più lunghi e delicati processi penali mai celebrati in Italia”.

IL TESTO. Il testo della pubblicazione, curata dall’Istituto Parri, non sposa infatti l'ipotesi di una bomba, ma considera la possibilità di un atto di guerra, dell'esplosione a causa di un missile e dei depistaggi anche sulla base di un documento Nato ufficiale che riferisce di “21 aerei militari in volo nei cieli di Ustica la notte del 27 giugno 1980".

GIOVANARDI. Anche il prolifico Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi  aveva più volte appoggiato le tesi della bomba definendo il documento una bufala. Dura la reazione dell’Assessore alla Cultura Alberto Ronchi che, nonostante la conferma di querela di Bartolucci fa notare:  "Non ci risultano querele da parte dei militari… Se ci sarà una querela, ci difenderemo. Nei musei di Bologna i materiali distribuiti vengono decisi dall'Amministrazione”.


 

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